Che cos'è la policitemia, quali sono i sintomi e le cause

policitemia

La policitemia causa un aumento dell'emoglobina e dell'ematocrito: è definita anche eritocitosi ed altro non è che una produzione esagerata della massa dei globuli rossi presenti nel sangue del paziente affetto.

La policitemia può essere classificata in diversi modi: abbiamo la policitemia secondaria (colpisce chi vive in alta montagna, chi è più esposto al monossido di carbonio, chi soffre di malattie respiratorie, malattie cardiache, in caso di fibroma uterino, in rare malattie renali, in seguito ad un trapianto renale).

Esistono, poi, le policitemie primitive od idiopatiche, come la policitemia rubra vera, e le policitemie congenite, come la policitemia secondaria familiare congenita.

La policitemia rubra vera, chiamata anche malattia di Di Guglielmo o morbo di Osler-Vaquez, fino a qualche tempo fa non era ricondotto a cause particolari, poi è stato scoperto che i pazienti affetti portano una mutazione della protein tirosina-chinasi, che diventa costitutivamente attiva. In altri casi è anche trasmessa ereditariamente.

La malattia si manifesta con sintomi che sono comuni ad altre patologie: si può scoprire con un normalissimo emocromo e a volte si manifesta in maniera asintomatica. Solitamente i pazienti lamentano vertigini, mal di testa, ipertensione arteriosa, astenia, rossore al volto, che si può manifestare anche in altre parti del corpo, in accompagnamento a dolore e formicolio, che scompare dopo aver preso l'aspirina. Anche il prurito è un sintomo che spesso accompagna la policitemia.

I pazienti possono anche presentare una sindrome da ipercoagulabilità ed essere a rischio trombosi.

In passato, ma anche oggi in qualche caso, i pazienti venivano sottoposti a salassi, mentre in seguito sono stati anche introdotti dei farmaci che però non hanno avuto l'effetto desiderato.

Foto | Flickr

Via | Wikipedia

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