Ordinata l’analisi del DNA di Adam Lanza, l’assassino di Newtown

adam lanza

Wayne Carver, Medical Examiner del Connecticut, ha ordinato l’analisi del DNA di Adam Lanza, il giovane che lo scorso 14 dicembre si è introdotto nella scuola elementare Sandy Hook di Newtown uccidendo, prima di togliersi la vita, 27 persone, tra cui 20 bambini e sua madre. Carver ha contattato i genetisti dell’Università del Connecticut per chiedere loro di cercare all’interno del genoma dell’assassino qualsiasi mutazione genetica che possa spiegare il comportamento del giovane.

Si apre, così, la caccia al “gene del male” o, quantomeno, a un’anomalia genetica che possa almeno in parte spiegare il comportamento di Lanza. Un comportamento che, agli occhi degli spettatori della vicenda, non ha giustificazioni razionali. Subito dopo la strage si era fatta strada l’ipotesi che a guidare le azioni dell’assassino fosse una forma di autismo, spiegazione bocciata da chi conosce bene questo disturbo. Ora sarà compito di questo studio, il primo di questo genere mai condotto su un pluriomicida, cercare di gettar luce sulla vicenda. Ma esistono basi scientifiche che possano giustificare un’analisi di questo tipo?

Da parte loro, i genetisti interpellati da Carver, che ha condotto anche le autopsie sui corpi delle vittime del massacro, hanno risposto che potrebbero cercare mutazioni o anomalie genetiche che aumentano il rischio di comportamenti aggressivi o violenti. Infatti esistono alcune caratteristiche genetiche associate a personalità, se non violente, quantomeno aggressive.

Gli esperti sono, però, cauti. Arthur Beaudet, direttore del dipartimento di genetica molecolare e umana del Baylor College of Medicine di Houston, ha sottolineato che queste mutazioni non possono spiegare tutti gli omicidi di massa e che non tutti gli assassini sono portatori di anomalie genetiche, ma che in alcuni di loro è possibile identificare mutazioni che causano la schizofrenia e i comportamenti violenti ad essa associati. Di sicuro, lo studio delle anomalie genetiche permette una conoscenza più profonda dei disturbi, che consente sia di identificare i soggetti a rischio, sia chi ha bisogno di trattamenti incisivi.

I risultati, insomma, permetterebbero di scovare un’eventuale problematica genetica alla base di ciò che ha fatto Lanza, ma non spiegherebebro perché l’assassino abbia deciso di compiere il massacro. Di lui si sa che era timido, asociale e che amava i videogiochi violenti, ma non aveva mai mostrato atteggiamenti aggressivi.

Via | Daily Mail
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail