Come funziona l’ipofisi e quali sono i dosaggi ormonali giusti

ipofisi

L’ipofisi è una ghiandola localizzata nel cranio, subito dietro al naso, che ha il compito di produrre e rilasciare nella circolazione sanguigna degli ormoni indispensabili per regolare funzioni e processi molto importanti dell’organismo, come il mantenimento della temperatura corporea, l’attività della tiroide, la crescita durante l’infanzia e la produzione degli ormoni sessuali.

La sua attività è strettamente connessa a quella di una regione del cervello detta ipotalamo, cui è connessa attraverso il peduncolo ipofisario. Il resto dell’ipofisi si suddivide il lobo anteriore, lobo posteriore e pars intermedia. In quest’ultima viene prodotto l’ormone MSH (ormone melanotropo), che stimola a livello della pelle la produzione di melanina, il pigmento che protegge contro i danni causati dai raggi ultravioletti presenti nella luce solare. Il lobo posteriore (o neuroipofisi) è, invece, la parte direttamente connessa all’ipotalamo e immagazzina alcuni ormoni prodotti da quest’area del cervello: l'ossitocina, che ha come bersaglio l’utero e le mammelle e la vosopressina, detta anche ormone antidiuretico (ADH) o aldosterone, che agendo su reni e vasi sanguigni regola la quantità di acqua presente nel corpo. La parte più grande è, però, quella anteriore.

Quest’ultima è detta anche adenoipofisi ed è la vera e propria parte ghiandolare dell’organo. Al suo interno vengono prodotti due tipi di ormoni: quelli che controllano la produzione di altri ormoni in altre ghiandole e quelli che hanno un effetto diretto su altre parti dell’organismo.

L’attività dell’adenoipofisi è a sua volta controllata da alcuni ormoni prodotti dall’ipotalamo, che possono stimolare o inibire la produzione degli ormoni ipofisari e dai livelli di ormoni nel sangue. Quando, ad esempio, i livelli degli ormoni tiroidei nel sangue sono abbastanza elevati , l’ipofisi smette di produrre gli ormoni che stimolano l’attività della tiroide. Viceversa, quando i livelli di ormoni tiroidei sono troppo bassi, l’ipotalamo e l’ipofisi producono quantità maggiori dell’ormone che stimola la tiroide, che, a sua volta, inizierà a sintetizzare più ormoni.

Appartengono al gruppo degli ormoni che agiscono su altre ghiandole:


  • il TSH (ormone tireotropo), che controlla la sintesi di ormoni da parte della tiroide. In assenza di particolari disturbi la sua concentrazione è compresa tra 0,4 e 4,0 mIU/l (milli-unità internazionali per litro);
  • l’ACTH (ormone adrecorticotropo), che ha come bersaglio i surreni e le cui concentrazioni dovrebbero essere incluse tra 9 e 52 pg/ml (picogrammi per millilitro);
  • l’FSH (ormone follicolo-stimolante), che controlla la produzione di ormoni nell’ovaio e nel testicolo. I suoi livelli variano a seconda dell’età e del sesso. Negli uomini, prima della pubertà dovrebbe rimanere tra 0 e 5,0 mIU/ml, durante la pubertà tra 0,3 e 10,0 mIU/ml e in età adulta tra 1,5 e 12,4 mIU/ml. Nelle donne, invece, prima della pubertà le sue concentrazioni dovrebbero variare tra 0 e 4,0 mIU/ml, durante la pubertà tra 0,3 e 10,0 mIU/ml, nel periodo di vita fertile tra 4,7 e 21,5 mIU/ml e dopo la menopausa tra 25,8 e 134,8 mIU/ml;
  • l’LH (ormone luteinizzante), un’altra molecola che regola la produzione di ormoni da parte di ovaie e testicoli. In una donna adulta i suoi livelli sono inclusi tra 5 e 25 IU/l (unità internazionali per litro) e raggiungono un massimo a metà del ciclo mestruale.

Gli ormoni che hanno un effetto diretto sull’organismo sono, invece:


  • il GH (ormone della crescita), noto anche come STH (ormone somatotropo) o somatotropina, che agisce su diversi tessuti, fra cui quelli del fegato e delle ossa e su grasso e muscoli. Nei maschi i suoi livelli dovrebbero essere compresi tra 1 e 9 ng/ml (nanogrammi per millilitro), mentre nelle femmine varia tra 1 e 16 ng/ml. Dato, però, che la sua produzione non è continua è possibile che livelli più alti siano normali perché corrispondono a un picco di sintesi, mentre livelli più bassi potrebbero corrispondere alla fine della sua produzione;
  • la prolattina, che controlla l’attività di ovaie e ghiandola mammaria. Negli uomini i suoi livelli dovrebbero rimanere tra i 2 e i 18 ng/ml, nelle donne non incinte tra i 2 e i 29 ng/ml e durante la gravidanza tra 10 e 209 ng/ml.

Per verificare se i livelli degli ormoni prodotti dall’adenoipofisi sono nella norma è sufficiente sottoporsi ad un esame del sangue. In questo modo è possibile diagnosticare condizioni come l’iperprolattinemia, un disturbo in cui i livelli di prolattina sono troppo elevati e danno sintomi come alterazioni del ciclo mestruale.

Via | Ncbi; MedlinePlus
Foto | Flickr

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