Sonno, dopo la pensione si dorme meglio

sonno pensione

Andare in pensione aiuta a sconfiggere i problemi di sonno. A svelarlo è uno studio pubblicato sui Journals of Gerontology da Sakari Lemola, ricercatore del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Basilea e da David Richter del German Institute for Economic Research di Berlino.

I ricercatori hanno analizzato la qualità del sonno e lo stato di salute di 14.179 uomini e donne di età compresa tra i 18 e gli 85 anni. Ai partecipanti allo studio è stato chiesto di autovalutare questi due parametri in quattro diverse occasioni nel corso di un anno. Ne è emerso che anche se, come atteso, la qualità del sonno diminuisce linearmente passando dalla giovinezza alla terza età, dopo i 60 anni e, in particolare, al momento del pensionamento il sonno torna a migliorare.

Secondo i ricercatori, il miglioramento della qualità del sonno potrebbe riflettere la riduzione dello stress associato al lavoro. Gli autori non escludono, però che un altro fattore determinante possa essere il fatto che una volta andati in pensione si ha una maggiore possibilità di organizzare le proprie giornate a seconda del proprio orologio biologico.

Fino ad oggi si sapeva che nella terza età i disturbi del sonno sono più frequenti, ma nessuno era riuscito a spiegare se questo fenomeno fosse dovuto solo ai peggioramenti dello stato di salute.

Questo studio ha svelato che, in realtà, lo stato di salute influenza la qualità del sonno a qualsiasi età, confermando, allo stesso tempo, l'importanza di un buon riposo per lo stato di salute generale. Infatti i ricercatori hanno osservato che indipendentemente dall'età la qualità del sonno è in grado di predire lo stato di salute fisica. Viceversa, le persone che stanno meglio riescono anche a riposare in modo migliore.

Per questo gli autori hanno concluso che se è vero che lo stato di salute è importante nel determinare la qualità del sonno nella terza età, anche fra i giovani sentirsi bene è importante per poter riposare al meglio.

Via | Social Science Research Network
Foto | Flickr

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