Herpes Zorster: per gli amici, Fuoco di Sant’Antonio

Se vi dico Herpes Zorster probabilmente storcerete il naso, dubbiosi. Ma se vi dicessi “fuoco di Sant’Antonio”? Ero sicura che a questo punto avrei ottenuto sguardi più sollevati!

Il virus dell’Herpes Zorster è – e ammetto che non lo sapevo – lo stesso della varicella: praticamente quando si prende per la prima volta, si ha la varicella; poi, di fatto, il virus rimane latente per anni nelle cellule nervose fino a quando, approfittando di un abbassamento delle difese immunitarie, si risveglia e comincia a riprodursi. Particolarmente predisposti sono gli anziani e i soggetti con malattie del sistema immunitario o sottoposti a cure – come la chemio - che danneggiano i nostri meccanismi di difesa.

I sintomi? Dapprima un formicolio ed un intorpidimento localizzato (particolarmente soggetto il torace, ma può colpire anche il volto); segue arrossamento e comparsa di grappoli allungati di bollicine lungo il corso dei nervi colpiti: a differenza della Varicella non prudono ma bruciano e dolgono. Accompagnati ai sintomi cutanei, malessere generale, febbre, brividi, mal di testa, mal di stomaco.

Qui le terapie: unguenti, lozioni, protezione con garze, antistaminici, antidolorifici. Molte persone, hanno tratto giovamento da cure alternative come l’agopuntura o la stimolazione elettrica dei nervi.

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