Per amare il peperoncino ci vuole personalità

peperoncino

Amare il peperoncino non è una questione di gusti, ma di personalità. Solo chi prova una vera e propria sensazione di ricompensa dopo aver mangiato piccante e chi tende a cercare sempre emozioni riesce ad apprezzare i cibi aromatizzati con questa spezia. A svelare per la prima volta le motivazioni fisiologiche alla base di questo gusto è uno studio pubblicato dai ricercatori della Pennsylvania State University (University Park, Usa) sulla rivista Food Quality and Preference.

Secondo gli scienziati la sensazione di bruciore e pizzicore suscitata dal peperoncino non è invece in alcun modo responsabile della preferenza nei confronti dei cibi piccanti. Non solo, anche se è noto che l'esposizione ripetuta al peperoncino e alla sostanza che lo rende piccante, la capsaicina, può determinare una desensibilizzazione cronica, lo studio non ha evidenziato nessuna desensibilizzazione negli amanti del peperoncino.

John Hayes, coautore dello studio, ha sottolineato:

abbiamo dato sempre per scontato che sia il gusto a guidare il consumo – mangiamo ciò che ci piace e ci piace ciò che mangiamo. Ma nessuno si è mai preoccupato di mettere in connessione con il consumo di peperoncini piccanti queste caratteristiche della personalità che portano alla ricerca delle emozioni.

Allo stesso modo, anche l'associazione con i fenomeni di ricompensa è un'assoluta novità.

Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno chiesto a circa 100 volontari di assaggiare, senza deglutirlo, un liquido contenente capsaicina. Al termine dell'assaggio i partecipanti hanno compilato due questionari, uno sulla sensazione di bruciore provata e l'altro sui gusti personali riguardo al cibo.

Gli autori hanno spiegato che

piuttosto che mostrare semplicemente una risposta ridotta alle proprietà irritanti della capsaicina come ci si sarebbe potuto aspettare (…) questi risultati supportano l'ipotesi che le differenze di personalità possano determinare le differenze nella preferenza e nell'assunzione dei cibi piccanti.

Commentando l'assenza di un fenomeno di desensibilizzaazione, Hayes ha ipotizzato:

deve esserci una specie di spostamento affettivo perché non è solo che non brucia più così tanto, è che si impara realmente ad amare il bruciore.

Via | ABC Science
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail