La candidosi linguale: sintomi, terapia e cura

candidosi linguale

La candidosi linguale è un'infezione scatenata nel cavo orale degli individui dal fungo Candida albicans e che corrisponde al mughetto che colpisce i lattanti. Infatti quando il sistema immunitario è indebolito dall'assunzione di alcuni farmaci o da alcune malattie, ad esempio un tumore, oppure quando l'uso di antibiotici altera l'equilibrio dei microrganismi naturalmente presenti nell'organismo questo fungo può prendere il sopravvento e accumularsi anche nella bocca degli adulti.

Nelle prime fasi della malattia i sintomi possono rimanere nascosti. In alcuni casi compaiono improvvisamente e possono durare per diverse settimane, durante le quali sulla lingua si formano lesioni biancastre, simili a ricotta, che possono estendersi all'interno delle guance, sulle gengive e alle tonsille. A volte le lesioni fanno male e in caso di attriti possono sanguinare. A questi sintomi si aggiungono secchezza orale, perdita del senso del gusto e lesioni e arrossamenti agli angoli della bocca, soprattutto in chi porta la dentiera. Curare l'infezione è fondamentale per evitare che si estenda fin nell'esofago, soprattutto in chi ha un sistema immunitario debole e, quindi, può manifestare sintomi più gravi.

Per fermare la proliferazione del fungo è possibile tentare una strada del tutto naturale, mangiando yogurt contenente il batterio acidophilus o assumendo quest'ultimo sotto forma di capsule o altri integratori. In questo modo non si uccide la Candida, ma se ne ostacola la crescita ristabilendo l'equilibrio della flora batterica dell'organismo.

Tuttavia, se questo approccio non dovesse funzionare è necessario rivolgersi al medico, che con tutta probabilità prescriverà l'assunzione di un antimicotico. Dato che alcuni di questi farmaci possono danneggiare il fegato, non è da escludere che il medico prescriva anche delle analisi del sangue per verificare lo stato di salute di quest'organo.

Nel caso in cui la Candida fosse resistente all'uso degli antimicotici potrebbe essere consigliata anche l'assunzione di amfotericina B, un antifungino consigliato proprio quando altri farmaci risultano inefficaci.

In ogni caso, una terapia di successo è basata anche su una buona igiene orale. Ogni giorno bisognerebbe lavarsi i denti almeno due volte e passare almeno una volta il filo interdentale. Finché l'infezione non scompare lo spazzolino deve essere cambiato spesso, magari scegliendone uno elettrico se non si riesce a pulire i denti a fondo.

Meglio, invece, evitare gli spray e i collutori, che possono alterare la composizione della flora microbica presente nella bocca. Al loro posto può essere utilizzata una soluzione salina calda, preparata sciogliendo mezzo cucchiaio da tè di sale in una tazza di acqua. Attenzione, però: è vietato deglutirla.

Via | Mayo Clinic
Foto | Flickr

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