I calcoli del coledoco: come si curano e quando si devono operare

calcoli del coledoco

Il coledoco è la parte finale delle vie biliari, dove passa la bile prima di terminare il suo viaggio nel duodeno. Come in molti altri organi interni, anche nel coledoco si possono formare i calcoli, delle formazioni dure che solitamente hanno origine nella colecisti. Solamente in pochissimi casi nascono direttamente nel coledoco.

I calcoli del coledoco , definiti anche coledocolitiasi, causano un dolore che può ripetersi, che può essere intermittente o anche solo transitorio. Tra gli altri sintomi possiamo ritrovare anche nausea e vomito, mentre in casi di una persistenza del fenomeno potrebbe anche verificarsi l'ittero colestatico, caratterizzato da pelle di colore giallastro, da prurito, da urine ipercromiche e da feci acoliche.

Potrebbero anche verificarsi infezioni e febbre. Il medico potrebbe sottoporvi ad esami diagnostici come l'ecografia, anche se è molto meglio ricorrere alla TAC, con cui si individuano molto meglio i calcoli.

Come si curano i calcoli che si possono fermare nel coledoco? La terapia prevede l'intervento del chirurgo sia il ricorso all'endoscopia. Solitamente si preferisce utilizzare il primo metodo nella maggior parte dei casi, perché si tratta di un intervento meno invasivo per poter liberare le vie biliari. La colangiopancreatografia retrograda endoscopica avviene con paziente sedato.

In casi più gravi, invece, il medico potrebbe decidere di estrarre i calcoli dal coledoco attraverso un vero e proprio intervento chirurgico. Il tipo di intervento viene scelto dal medico curante in base a diversi fattori: innanzitutto al grado di gravità della malattia in corso (se si tratta di un intervento di urgenza o programmato), ma anche in base all'età del paziente e altre possibili complicanze che potrebbero verificarsi con uno o l'altro metodo.

Via | Medicina napoletana

Foto | Flickr

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