Ansia: la colpa è di recessione, criminalità, terrorismo ed epidemie

ansiaNon è solo colpa della recessione ma la crisi ha saputo aggravare il problema: i popoli occidentali sono profondamente ansiosi e le percentuali di chi soffre di questi disturbi cresce sempre di più. Colpa della crisi economica, certo, ma anche di comportamenti sociali sempre più invadenti che ci costringono a stare sempre all’erta, di ritmi professionali sempre più forsennati e di un margine ti tempo libero che si assottiglia continuamente.

Gli esperti avvertono: l’ansia di cui siamo preda può peggiorare le condizioni della crisi economica e renderla addirittura più lunga nel tempo perché verrebbe a mancare la fase reattiva. La Mental Health Foundation britannica aggiunge: crisi finanziarie, terrorismo, epidemie – come dimenticare l’aviaria e prima ancora la mucca pazza, solo per citare i casi più eclatanti? – alimentano la cosiddetta cultura della paura.

Nonostante si avverta con chiarezza l’esistenza di questi disordini psicologici dovuti all’ansia, e alte percentuali di persone intervistate affermino di essere profondamente preoccupati e ansiosi relativamente ai problemi più diffusi di oggi, il disagio è tendenzialmente trascurato e archiviato come passeggera e superficiale preoccupazione e non come vera e propria malattia sociale.

Almeno finché non comporta problemi fisici che possono andare dall’ipertensione ai problemi cardiaci, dai disturbi respiratori all’artrite, dalle alterazioni tiroidee alle più comuni ma lancinanti emicranie. La situazione come si vede appare grave, tanto che in Inghilterra il governo ha intenzione di promuovere campagne di informazione per mettere i cittadini in condizione di affrontare al meglio le situazioni di allarme legate all’ansia.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: