Caso di malasanità a Taranto, donna muore dopo tre ricoveri senza diagnosi

Caso di malasanità a Taranto, donna muore dopo tre ricoveri senza diagnosi

Una donna viene ricoverata per tre volte senza ricevere una diagnosi: e muore!

Una donna muore a Taranto dopo essere stata ricoverata tre volte, senza ricevere una diagnosi e, quindi, una cura al disturbo che lamentava. Carmela Magnesa, una donna di 40 anni, madre di due bambini, è morta dopo che per dieci giorni non ha fatto altro che essere rimbalzata da un ospedale all’altro della provincia italiana, senza ricevere cure. Oggi l’autopsia, mentre il marito ha denunciato i medici.

Carmela Magnesa si era rivolta in ospedale per uno strano gonfiore alle caviglie: il suo calvario è iniziato il 6 novembre scorso ed è durato per una decina di giorni, durante i quali è stata ricoverata per tre volte in diversi ospedali del tarantino. Ma nessun medico o infermiere è stato in grado di diagnosticare la sua malattia. E all’improvviso è deceduta.

Nuovo caso di malasanità in Italia. Una decina di giorni fa, la donna di Fragagnano si è rivolta all’ospedale di Manduria, per un gonfiore alle caviglie. In un primo momento i dottori hanno ipotizzato un’insufficienza renale, scartando però questa diagnosi. Dopo aver eseguito delle analisi del sangue, hanno scoperto dei valori sballati. Per questo i medici l’hanno mandata nel reparto di ematologia dell’ospedale Moscati di Taranto.

Qui i dottori hanno scartato alcune diagnosi, per mandarla poi il 13 novembre al Santissima Annunziata, dopo che le sue condizioni di salute erano peggiorate. Ricoverata in rianimazione è stata tenuta in coma farmacologico, ma le sue condizioni erano già disperate. La morte è sopraggiunta il 15 novembre.

Per la morte di Carmela Magnesa, la procura di Taranto ha aperto un’inchiesta, inviando una serie di informazioni di garanzia per cooperazione in omicidio colposo a 24 professionisti sanitari, tra medici e paramedici. L’autopsia di oggi saprà dire di cose è morta la donna.

Ignazio Marino, presidente della commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, ha chiesto di far luce su tutte le possibili responsabilità:

La morte di un paziente è sempre sconvolgente, ma non deve in nessun caso essere trasformata in un pretesto per alimentare un clima di caccia alle streghe ai danni di medici, infermieri e tecnici.

Foto | Getty Images

Via | Corriere

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