Le controindicazioni al vaccino del papillomavirus (HPV)


Il vaccino contro il papilloma virus (HPV) è un farmaco molto importante per le donne, perché previene le infezioni causate da questo virus responsabile del cancro del collo dell’utero oltre ad infezioni di entità più lieve. In questo momento esistono due vaccini: uno contro gli HPV 16 e 18 (quelli che nel 70 percento causano il cancro) e uno contro gli HPV 6 e 11 che invece sembrano essere la causa dei condilomi.

I vaccini anti-HPV sono vaccini cosiddetti “a subunità” e non contengono virus vivi. Sono importanti per proteggere le donne fino a 26 anni che non sono mai entrate in contatto con il papilloma virus. Se le signore hanno già, invece, riscontrato l’infezione, il vaccino non è efficace ma non è neppure dannoso. Vaccinarsi non vuol dire, però, stare completamente al riparo, ma solo fare prevenzione. E’ quindi importante ripetere annualmente il Pap test.

Il vaccino, consigliato quindi dai 9 ai 26 anni, si somministra in tre iniezioni intramuscolari, con un intervallo di tempo prima di due mesi e poi di 4. Hanno degli effetti collaterali? Non ci sono state segnalazioni che hanno messo in dubbio la validità del farmaco. Per adesso le donne vaccinate hanno avuto scarsi effetti collaterali e si sono interrotti sospendendo la somministrazione del farmaco.

Gli effetti indesiderati comuni sono dolore, gonfiore, arrossamento e prurito nella sede d’iniezione; febbre, mal di testa e nausea si possono manifestare nel 2 - 5% delle ragazze vaccinate. Le principali controindicazioni, oltre all’età pediatrica inferiore ai 9 anni, sono rappresentate dall’eventuale allergia o ipersensibilità a qualsiasi componente del farmaco e dall’eventuale presenza di patologie febbrili acute considerate gravi. Inoltre, la gravidanza è considerata una controindicazione in quanto non sono stati effettuati studi specifici sulle signore in stato interessante.

Via| Ospedale Bambino Gesù
Foto| Flickr

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