Ecografia pelvica, a cosa serve e quando si fa

Ecografia pelvica, a cosa serve e quando si fa

Vediamo l'Ecografia pelvica cos'è, dove e come si fa, quando e perché è importante sottoporsi a questo esame non invasivo, quali patologie può individuare?

Quando fare l’ecografia pelvica e perché è importante effettuarla.

L’ecografia pelvica è un esame non invasivo che si effettua con la macchina ecografica ad ultrasuoni. Conosciuta anche come ecografia pelvica transaddominale o sovrapubica, perché la sonda viene appoggiata sulla parte bassa della pancia, consente di visualizzare vescica e prostata nell’uomo e vescica, utero e ovaie nella donna, è il primo esame che permette di verificare la presenza di masse anomale o problemi a livello di questi organi interni.

Ad effettuarla può essere il ginecologo per la donna e l’urologo per l’uomo: l’ecografia pelvica va eseguita necessariamente a vescica distesa, quindi comporta una preparazione previa che consiste nel bere almeno mezzo litro d’acqua da due ore prima dell’esame, e non urinare fino a che non sia stata completata l’indagine ecografica.

Il paziente viene fatto distendere in posizione supina e si procede all’esame, dopo aver applicato un gel che favorisce il passaggio degli ultrasuoni: non è invasivo e non è pericoloso, perché gli ultrasuoni non sono radiazioni, e dura in media dai 15 ai 20 minuti a seconda dell’analisi ricercata dallo specialista cui ci siamo rivolti.

Nelle donne, l’ecografia pelvica serve ad approfondire sia lo stato di salute dell’apparato riproduttivo, sia a verificare il progresso di una gravidanza in corso: inoltre è molto utile per individuare in anticipo la presenza di fibromi o endometriosi, che potrebbero compromettere la capacità riproduttiva. È particolarmente consigliata come primo esame diagnostico nelle adolescenti che non hanno ancora avuto rapporti sessuali, perché non è invasiva come l’ecografia transvaginale e permette di verificare il corretto funzionamento delle ovaie. Negli uomini l’ecografia pelvica aiuta a comprendere i primi problemi alla prostata tramite l’analisi della capacità di svuotamento della vescica.

Dopo l’ecografia pelvica si possono tranquillamente riprendere le normali attività, visto che non interferisce con le capacità intellettive o manuali. Sarà poi il medico preposto a indagare sui risultati dell’ecografia.

Via | Humanitas, Gavazzeni, Studiocolonnafenice

Seguici anche sui canali social

I Video di Benessereblog