Nicoletta Mantovani sarebbe guarita dalla sclerosi multipla con il metodo Zamboni

Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, annuncia di essere guarita dalla sclerosi multipla grazie al metodo del chirurgo ferrarese Paolo Zamboni. Nell'intervista rilasciata al settimanale Gente, la Mantovani, 43 anni, malata di sclerosi da 25, dichiara:

A sei mesi dall’operazione mi ritengo guarita dalla sclerosi multipla. Non accuso più alcun sintomo: mi è stata data una seconda vita.

Il metodo sperimentale Zamboni, molto discusso in ambito scientifico, si basa sull'ipotesi di un collegamento tra l'insorgenza della sclerosi multipla e la Ccsvi (insufficienza venosa cronica cerebrospinale). La Ccsvi provoca il restringimento di alcuni vasi ostacolando l'afflusso di sangue al cervello e causando un accumulo di ferro riscontrato nei pazienti affetti da sclerosi multipla. L'organismo, secondo le teorie di Zamboni, reagisce all'accumulo di sostanze tossiche causato dallo scarso drenaggio del sangue infiammandosi ed intaccando anche alcune cellule nervose, per l'esattezza la mielina che riveste i nervi. Liberando le giugulari dalle ostruzioni e riportandole alle dimensioni normali con un intervento, effettuato in day hospital, si eviterebbe questo accumulo, si allevierebbero i sintomi correlati alla malattia e se ne rallenterebbe il decorso. Come illustrava lo stesso Zamboni tempo fa in un'intervista rilasciata ad Altroconsumo:


L’ipotesi vascolare era già stata avanzata negli anni Sessanta, ma poi era stata accantonata. Negli ultimi dieci anni io l’ho ripresa, scoprendo la Ccsvi. La prevalenza della Ccsvi nei malati di sclerosi supera il 90% dei casi, mentre nei soggetti sani scende al di sotto dell’8 per cento. Il nostro studio sta indagando se l’operazione di angioplastica abbia un’utilità per migliorare i sintomi e possibilmente prevenire la disabilità dei malati.

Zamboni precisava, replicando alle accuse di sensazionalismo della FISM (la Federazione delle Società Medico Scientifiche Italiane):

L’ho ribadito più volte. Anche i pazienti che si sottopongono al nostro intervento non devono assolutamente interrompere le cure farmacologiche.

Via | La Stampa; Il Resto del Carlino
Foto | © Getty Images

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