Onicofagia, a volte mangiarsi le unghie è una vera malattia

onicofagia

L'onicofagia, meglio conosciuta come il brutto vizio di mangiarsi le unghie, potrebbe essere, in alcuni casi, una vera e propria malattia. A suggerirlo sono gli esperti dell'American Psychiatric Association, che hanno proposto l'introduzione di questa problematica fra i disturbi ossessivo-compulsivi inclusi nella prossima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il DSM-V.

Oltre a quella di mangiarsi le unghie, anche altre abitudini dannose per la salute, ad esempio quella di strapparsi peli e capelli o pezzi di pelle, potrebbero finire classificate come disturbi ossessivo-compulsivi nel DSM-V. Secondo gli esperti, questa categorizzazione apre la strada a nuovi trattamenti, anche farmacologici e nuovi investimenti nella lotta contro quelli che, in passato, sono stati considerati poco più che dei vizi.

Fino ad oggi secondo il DSM l'onicofagia ricadeva tra i disturbi “non altrimenti classificati” e non tra i disturbi ossessivo-compulsivi, situazioni in cui il paziente soffre contemporaneamente di ossessioni, vale a dire pensieri indesiderati e continui e di compulsioni, cioè comportamenti dettati dalla necessità di compiere una particolare azione.

La nuova classificazione non renderebbe automaticamente ossessivo-compulsivo chiunque si mangi le unghie. Secondo gli psichiatri, infatti, l'onicofagia diventa una malattia nel momento in cui indebolisce e angoscia chi ne soffre, raggiungendo un livello di gravità clinica significativo.

Alcuni segnali di tale gravità sono il senso di ricompensa e di benessere derivante dal mangiarsi le unghie. Benessere che fa a pugni con le reali conseguenze di una grave onicofagia, che non rende solo le unghie fragili e brutte, ma che mette anche a rischio la salute dei denti e della mucosa della bocca.

Via | The HuffingtonPost
Foto | Flickr

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