Riconoscere i sintomi dell'autismo nei bambini e gli specialisti a cui rivolgersi

Non è facile parlare di come riconoscere i sintomi dell'autismo nei bambini: per molti genitori questo argomento è un tabù, data la paura di un figlio con disordini cerebrali complessi. In realtà esistono molti segnali che vanno letti come veri e propri campanelli d'allarme nello sviluppo cognitivo, emotivo e delle relazioni sociali che si instaurano sin da appena nati.È importante sottolineare che i sintomi dell’autismo compaiono circa dopo il primo anno e mezzo di età ed entro i tre anni, mentre alcuni sopraggiungono sin dalla nascita; all'incirca i campanelli d'allarme sono:


  • 6 mesi: assenza di sorrisi ed espressioni di gioia, tipiche dei neonati

  • 9 mesi: continua assenza di sorrisi, mancanza di emissione di suoni che richiamino l'attenzione del genitore

  • 12 mesi: in questa fase i bambini cominciano di solito a gorgogliare e "lallare", oltre a lasciarsi andare a gesti e indicazioni puntando le braccia: un bambino autistico manca completamente della capacità di quella che viene definita "baby talk" e tende a non muoversi, perché non risponde agli stimoli esterni

  • 16 mesi: assenza di parole, mancanza di reazione ai tentativi di insegnare a parlare

  • 24 mesi: mancanza dell'imitazione delle parole che il bambino può ascoltare, assenza di interazione sociale.


In generale, quindi, si può osservare che il bambino autistico presenti sin dalla culla una quasi totale chiusura agli stimoli esterni: non risponde al suo nome, ha difficoltà di comunicazione (sia verbale che fisica) e manca di interesse nei confronti delle cose e delle persone che lo circondano, ad esempio non segue con lo sguardo un oggetto in movimento e non mantiene mai il contatto oculare con chi lo sta guardando.

Tra i sintomi che devono insospettire i genitori figurano anche



  • gesti ripetitivi effettuati con le dita;

  • ipersensibilità a suoni, luci ed altri stimoli sensoriali;

  • disinteresse per i giochi nel loro insieme, tendenza a focalizzarsi sulle singole parti piuttosto che sul gioco in sé;

  • attacchi d’ira se i suoi rituali vengono interrotti;

  • interesse ossessivo per interruttori, ruote, ventilatori, porte;

  • sviluppo di fobie insolite.



Se si sospetta l'autismo nel proprio figlio, bisogna scegliere bene gli specialisti a cui rivolgersi: in questi casi è consigliabile chiedere al proprio medico quale sia il centro pediatrico specializzato per le malattie autistiche più vicino alla propria città, in modo che medici preparati come logopedisti, psichiatri, psicologi e neurologi possano effettuare analisi e test per rilevare la gravità della sindrome autistica ed iniziare una terapia adeguata.

Via | Pourfemme, Istituto Watson

Foto | Flickr

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