Farmaci generici equivalenti, cosa sono e perché sceglierli

I farmaci generici equivalenti sono una categoria di farmaci il cui principio attivo non risulta più essere coperto da brevetto: in altre parole, questo tipo di farmaci ha le stesse proprietà di un farmaco "brand" ma non ha un nome commerciale riconoscibile, visto che sulla scatola riporta solo il principio attivo del medicinale. Un esempio immediato viene dall'Aspirina della Bayer: non essendo più coperta da brevetto, in farmacia e parafarmacia si può trovare sia l'Aspirina che l'equivalente generico "acido acetilsalicilico", che è il nome del principio attivo dell'Aspirina ormai liberalizzato dal brevetto.In questo modo si può scegliere liberamente quale medicinale acquistare, senza sentirsi per forza legati ad un marchio riconosciuto.

Appurato che i farmaci generici sono simili a quelli di marca perché di norma differiscono solo negli eccipienti, ovvero quelle sostanze che contribuiscono alla composizione del farmaco ma non ne alterano il principio attivo, ci sono alcune motivazioni valide sul perché sceglierli: in base al decreto approvato all'interno della cosiddetta "spending review" quest'estate dal governo, nelle nuove ricette mediche sarà obbligatorio indicare solo il principio attivo o i farmaci generici equivalenti con la posologia prescritta. In questo modo il Servizio Sanitario Nazionale copre le spese di farmaci a costo minore; chi volesse "il solito" farmaco, dovrà pagare la differenza di prezzo.

L'eccezionalità dei farmaci generici risiede quindi nella loro economicità: a parità di prestazioni e cura, costano meno di quelli di una certa marca e permettono di risparmiare sull'acquisto di alcuni medicinali di uso più comune, come antidolorifici e antiepiretici quali paracetamolo (Tachipirina, già low cost in alcune catene di supermercati), ibuprofene (Moment), acido acetilsalicilico (Aspirina) per nominare i più comuni.

Foto | Flickr

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