La tecnica IRT utilizza l’immaginazione per scongiurare l’incubo “dell’incubo”

La tecnica IRT utilizza l’immaginazione per scongiurare l’incubo “dell’incubo”

Notti che si trasformano in un vero incubo per colpa di sogni che si concludono con un finale terrificante. E' capitato a tutti di svegliarsi con sensazioni spiacevoli dovute a quello che viene scientificamente chiamato "parasonnia", ovvero, come spiega l'odinario di Neurofisiopatologia Maria Grazia Marciani su Repubblica Salute, "un risveglio incompleto che si verifica durante […]

Notti che si trasformano in un vero incubo per colpa di sogni che si concludono con un finale terrificante.

E' capitato a tutti di svegliarsi con sensazioni spiacevoli dovute a quello che viene scientificamente chiamato "parasonnia", ovvero, come spiega l'odinario di Neurofisiopatologia Maria Grazia Marciani su Repubblica Salute, "un risveglio incompleto che si verifica durante una fase di sonno profondo e si accompagna a manifestazioni di intensa ansia o di vero panico".

Proprio perché chi si risveglia improvvisamente dopo questa esperienza spiacevole è perfettamente in grado di raccontare l'esperienza onirica che gli è capitata, da oggi è possibile intervenire con un nuovo approccio psicoterapeutico cognitivo-comportamentale per il trattamento degli incubi e dell'insonnia.

Si chiama Imagery Rehearsal Therapy (IRT) o ripetizione immaginativa, è una tecnica scoperta in Australia dal dottor Barry James Krakow e permette a chi soffre di incubi ricorrenti (per i quali è sempre consigliabile chiedere il consulto del medico o dello psicoterapeuta, specie se il fenomeno è molto frequente) di "condizionare", attraverso la ripetizione mentale del finale di sogno desiderato, l'happy end onirico.

Sono sufficienti 5-10 minuti al giorno e una buona dose di concentrazione, assicura il dottor Barry, per assicurarsi una notte serena all'insegna di scenari assolutamente positivi e rassicuranti.

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