Depressione e cause biologiche: gli effetti che non ti aspetti

Depressione e cause biologiche: gli effetti che non ti aspetti

Anche tu pensi che la depressione sia dovuta a cause biologiche?

La depressione ha delle cause biologiche? Coloro che credono fortemente che sia così, tendono a pensare che questa condizione sia più grave e duratura rispetto a chi attribuisce un ruolo minore alle possibili cause biologiche.

A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato sulle pagine del Journal of Mental Health, i cui autori spiegano però che chi pensa che questa condizione sia dovuta a fattori biologici tenderebbe anche ad essere più ottimista sul fatto che i trattamenti avranno degli effetti positivi.

Per il loro studio, gli autori hanno esaminato un campione di 319 persone online, ed hanno valutato le loro convinzioni, gli atteggiamenti e le esperienze con la depressione. Il 48,6% dei partecipanti ha affermato di aver sofferto di questo disturbo in precedenza.

Scientificamente si sa molto poco su quanto le persone comprendano la depressione e sui loro sentimenti nei confronti di coloro che sono affetti da questo disturbo. Da un punto di vista pratico, tali convinzioni e atteggiamenti possono influenzare le decisioni che le persone prendono in merito all’opportunità di cercare un trattamento per curare la propria depressione,

hanno spiegato gli autori, aggiungendo che il modo di pensare può anche influenzare i comportamenti delle persone, che potrebbero mostrarsi ostili o poco comprensive nei confronti di coloro che soffrono di depressione. Dallo studio è però emerso che chi ha avuto precedenti esperienze con la questa condizione (perché sperimentata in prima persona o perché ha colpito un parente o un amico) tendeva ad avere atteggiamenti meno negativi e più accoglienti nei confronti delle persone depresse.

Inoltre, la convinzione che la depressione possa avere una causa biologica è risultata strettamente collegata ad atteggiamenti migliori nei confronti di chi soffre di questo disturbo.

via | ScienceDaily
Foto di Free-Photos da Pixabay

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