Melanoma, contro l'aumento arrivano le prime linee guida italiane

melanoma

L'incidenza del melanoma aumenta del 4% ogni anno. Per fronteggiare questa situazione l'Agenzia per i Servizi Sanitari Nazionali (Agenas), in collaborazione con l'Istituto Regina Elena e il San Gallicano di Roma, ha messo a punto le prime linee guida italiane stilate dalle istituzioni. Obiettivo finale è rendere migliori possibili la diagnosi e la terapia di questa forma di tumore.

Il problema riguarda sia le donne, sia gli uomini. Anche se recenti studi hanno svelato che, complici le lampade abbronzanti, i tumori alla pelle colpiscono sempre più le donne, nel Bel Paese l'incidenza del melanoma è maggiore fra gli uomini. Se, infatti, questo tumore della pelle colpisce 13,6 italiane ogni 100.000, per lo stesso numero di uomini i casi registrati sono 14,3. Resta il dato di fatto che a ricevere la diagnosi sono le fasce d'età più giovani e nel 50% dei casi si scopre di avere un melanoma prima dei 59 anni.

Le linee guida contengono le informazioni necessarie ai medici sia per prevenire l'insorgenza del tumore, sia per gestire al meglio i pazienti cui è già stato diagnosticato un melanoma, con indicazioni dei trattamenti chirurgici e medici più adatti ad ogni stadio della malattia e ad ogni situazione, ad esempio durante la gravidanza.

Non mancano, però, nemmeno spunti che possono essere utili già prima di presentarsi dal medico. Caterina Catricalà, direttore del Dipartimento di Dermatologia Oncologica del San Gallicano e responsabile del progetto che ha portato alla definizione delle linee guida, ha precisato:

Un controllo di routine da uno specialista è opportuno se esistono i fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo del melanoma in maniera indipendente e statisticamente significativa: numero dei nevi di un individuo, fototipo e pigmentazione cutanea, episodi di scottature durante l'infanzia e storia familiare o personale di melanoma.

In altre parole, deve sottoporsi a visite regolari chi ha molti nei, chi ha pelle, capelli e occhi chiari, chi si è scottato al sole e chi ha casi di melanoma in famiglia. Infatti l'esperta ha spiegato che


il 10% dei casi di melanoma presenta familiarità.

Per questo motivo, ha concluso Catricalà, è importante studiare i geni coinvolti nello sviluppo del melanoma.

Via | ASCA
Foto | Flickr

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