Binaural beats: la droga viaggia on line a suon di decibel

listening music Direttamente dal computer, a poco prezzo e a suon di musica: arriva così lo sballo all'ultima moda. Ne abbiamo già parlato in questo blog, ma proprio in questi giorni torna sull'argomento l'Almanacco della Scienza del Cnr.

Per chi non ne avesse ancora sentito parlare, si tratta di I-dose, ovvero una sorta di droga virtuale "spacciata" on line attraverso numerosi siti che commercializzano file musicali speciali. Così come avviene per tutti gli altri tipi di droga, anche in questo caso si comincia con file offerti gratuitamente, per passare poi alla ‘somministrazione’ a pagamento, con pratiche guide all’uso, tipo “Come far funzionare una dose al 100%”.

Dunque, navigando on line gli adolescenti (e non solo) possono drogarsi virtualmente, sparandosi nelle orecchie, per ore e ore, suoni particolari alla ricerca di effetti psichedelici. A provocare lo sballo sarebbero onde sonore che stimolano il cervello su frequenze bassissime, tra i 3 e i 30 Hertz, innescando le più diverse reazioni e sollecitando l’attività cerebrale in maniera anomala.

Un tipo di droga alla portata di tutti: basterebbe - secondo i ricercatori dell’Istituto di scienze neurologiche (Isn) del Cnr di Catanzaro - scaricare da internet file dai nomi decisamente espliciti come cocaina, ecstasy, peyote, marijuana. File che sono stati modificati con la complessa tecnica dei "battiti binaurali" che riesce a produrre frequenze molto basse da due frequenze udibili, ma che posseggono una minima differenza.

Per esempio, la somministrazione di 500 Hertz da un lato della cuffia e 530 dà luogo ad una differenza di 30 Hz capace di suscitare nuove, forti sensazioni. Sui ‘binaural beats’ e sulle conseguenze sul sistema nervoso dell’ascolto di queste basse frequenze esiste una discreta letteratura scientifica internazionale che prova come queste onde abbiano un effetto sugli esseri umani. Effetti da approfondire, ma da non trascurare.

Ecco perchè a questo fenomeno si stanno interessando, oltre alla Guardia di Finanza, alcuni ricercatori dell’ Isn-Cnr di Catanzaro, che da anni studiano gli effetti del suono e le modalità con cui potenziano l’effetto di alcune droghe sintetiche. In particolare, i ricercatori hanno somministrato ad alcuni animali da esperimento una quantità minima di ecstasy, incapace da sola di determinare effetti neurologici, insieme con una ‘dose’ di suono a 95 decibel riscontrando un potenziamento degli effetti dell’ecstasy. Non solo, aumentando la dose iniziale di ecstasy si è ottenuto un forte incremento dell’effetto che è durato cinque giorni.

Dati che sembrerebbero smentire che l'I-dose è soltanto una bufala, ma che - nello stesso tempo - non si possono ancora considerare definitivi. In attesa di maggiore chiarezza, i ricercatori invitano alla prudenza.

Via | Almanacco della Scienza-Cnr
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail