La gastroscopia con sedazione comporta rischi? 

La gastroscopia è a tutt'oggi l'unico esame in grado di rilevare alcune patologie dell'apparato gastroenterico come ulcere gastriche, neoplasie allo stomaco e altre malattie correlate: viene effettuato inserendo un sondino munito di telecamerina per via orale, in modo da avere una visione completa di tutti gli organi interni dall'esofago fino allo stomaco.

Essendo un esame molto invasivo e fastidioso, richiede una leggera sedazione in modo da non sollecitare troppo il senso di dolore nel paziente: ma che rischi comporta la sedazione?In generale, al di là di particolari reazioni di natura allergica se sensibili al tipo di anestetico usato delle quali vanno previamente avvertiti il gestroenterologo e l'anestesista, la sedazione dell'esame gastroscopico non comporta rischi eccessivi.

Oltre alla locale che addormenta il cavo orale, in modo da non far avvertire il fastidio del paradenti che blocca la bocca per evitare morsi al sondino, la sedazione generale è somministrata in un quantitativo sufficiente a stordire leggermente e non far sentire l'eventuale dolore, in modo da rilassare i muscoli e rendere il paziente più collaborativo nel corso dell'esame, senza troppi patimenti; non prevede intubazione endotracheale, per cui la respirazione resta autonoma. Il medico anestesista, comunque, resta solitamente presente in corso d'esame per garantire l'assistenza necessaria.

Per un esame senza patemi e complicazioni, è bene preinformare i medici di eventuali allergie ai sedativi e presentare tutti gli esami richiesti prima della gastroscopia, come possono essere radiografie e analisi del sangue. È bene poi comunicare al gastroenterologo e al proprio medico di base le eventuali anomalie che possono seguire l'esame, come presenza di sangue nelle feci, prolungata dolenzia alla gola, vomito continuo e stomaco gonfio.

Via | Iannetti, Tantasalute

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