Perché i linfonodi sono gonfi e quali esami fare?


I linfonodi sono un po’ le sentinelle del nostro corpo. Sono delle piccole ghiandole che svolgono il ruolo di barriera difensiva contro le infezioni, perché impediscono ai virus e alle tossine di diffondersi per tutto il corpo. Si trovano sotto la mandibola, sul collo, nella zona ascellare e vicino all’inguine. Passando semplicemente la mano, se avvertiamo come delle palline (a volte a dolorose) potremmo pensare a un ingrossamento, perché altrimenti non si dovrebbero avvertire al tatto.

Le ghiandole linfatiche (600-800 in tutto il corpo umano) s’infiammano per tanti motivi diversi. Potrebbe esserci in corso un’infezione virale, come il raffreddore, oppure potreste avere o avere avuto il morbillo, un ascesso, la mononucleosi, ma anche l’otite, un’infezione alla gola. Si presentano ingrossati con l’hiv, con malattie rare come la tubercolosi, la sifilide o la toxoplasmosi. Nei casi più gravi sono i sintomi di una malattia autoimmune o di un tumore (dalla leucemia al linfoma).

Non c’è bisogno di allarmarsi perché di solito è semplicemente in corso un’infezione, soprattutto nei bambini, ma è giusto rivolgersi prima di tutto al medico, che dovrà controllare con un esame fisico i linfonodi ingrossati. I dati più attuali ci dicono che soltanto l’1 percento dei casi sembra essere causato da una patologia neoplastica. In caso di dubbi, chiederà degli esami del sangue specifici per la patologia o un tampone faringeo. Se c’è il sospetto di tumore potrebbe essere richiesta una biopsia, quindi s’interviene rimuovendo un linfonodo o un campione di esso. Come s’interviene invece per la cura? Se si tratta di una semplice infezione causata da un battere si utilizzano gli antibiotici, se invece è in corso una malattia autoimmune ci vorrà una terapia più complessa.

Via| Albanesi; Informazioni Mediche
Foto|Flickr

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