La depressione non si sconfigge a parole: la nuova campagna per aiutare i pazienti

La depressione non si combatte a parole: parte la nuova campagna che potrebbe migliorare la vita di molte persone.

sorridere

La depressione non si combatte a parole. Chi soffre o ha sofferto di questa condizione lo sa bene: sentirsi dire “Dai, non è nulla, vedrai che passerà”, o “Perchè non provi a fare una passeggiata? Magari andrà meglio”, non è esattamente di aiuto.

È chiaro che chi pronuncia frasi del genere è mosso dalle migliori intenzioni, ma purtroppo spesso tali consigli provocano un effetto contrario, spingendo chi è depresso a rintanarsi sempre più in se stesso, a non voler uscire da casa e non voler vedere nessuno.

Purtroppo non basta fare una passeggiata o andare al cinema per guarire dalla depressione. È necessario un grande impegno da parte del paziente, che dovrà in primo luogo rendersi conto di soffrire di un problema serio, che può compromettere la qualità della sua vita in modo significativo. Dopo aver preso coscienza della situazione, il paziente potrà agire rivolgendosi a persone competenti, a cominciare dallo psicologo.

E' proprio sul peso delle parole che si concentra la nuova campagna lanciata da Janssen Italia, l'azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson. L’iniziativa si intitola proprio "La depressione non si sconfigge a parole", e si rivolge a coloro che non hanno ancora preso coscienza di questa semplice ma fondamentale realtà.

Il Trio Medusa si schiera contro la depressione


Testimonial della campagna sarà il Trio Medusa, che avrà il compito di sensibilizzare quante più persone possibile in merito a questo importante tema. Per i pazienti e i caregiver sono state inoltre messe a disposizione moltissime informazioni sulla pagina Facebook abcdepressione e sul sito abcdepressione.it. Tramite questi canali potrete approfondire il tema, scoprire i sintomi e comprendere l’importanza di una diagnosi e di un giusto trattamento.

L’iniziativa ha trovato anche il favore dell’ex ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che ha elogiato in particolar modo il linguaggio usato dalla campagna. Proprio il giusto linguaggio può infatti far arrivare il messaggio a tutti i pazienti in modo chiaro e diretto, evitando che la malattia venga stigmatizzata o demonizzata. Come afferma la Lorenzin:

Il linguaggio è uno strumento importante per evitare, da una parte, la demonizzazione della malattia mentale, dall’altra per scongiurarne la banalizzazione.

via | AdnKronos
Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

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