Il gioco dei marshmallows è sicuro? I rischi della Chubby Bunny Challenge

Conosciamo i rischi del gioco dei marshmallow: ecco di cosa si tratta e perché dovreste evitarlo.

marshmallows

Avete mai sentito parlare del gioco dei marshmallow? Se non vi è mai capitato di giocarci, buon per voi! E' vero, a prima vista di tratta senza dubbio di un gioco originale e buffo, ma in realtà può avere delle conseguenze molto gravi per i partecipanti.

In poche parole, il gioco dei marshmallows (noto anche con il nome di “Chubby Bunny Challenge”) consiste nel mettere in bocca, uno a uno, quanti più marshmallow possibile, e pronunciare una frase (in America i bambini pronunciano la parola “Chubby Bunny”, ovvero Coniglietto paffuto).

L’effetto che si ottiene, caramella dopo caramella, è senza dubbio buffo e scatena molte risate. Peccato che questo gioco può portare alla morte coloro che vi partecipano.

Chubby Bunny Challenge, il caso della piccola Catherine Fish


È ad esempio ciò che è accaduto a una ragazzina di 12 anni di nome Catherine Fish, che nel 1999 ha giocato alla Chubby Bunny Challenge insieme ai suoi compagni di classe. In poco tempo le labbra della ragazzina sono diventate viola. L’insegnante ha cercato in ogni modo di salvarle la vita, ma per lei non c'è stato nulla da fare. La bambina è morta soffocata.

Se state pensando che si tratta dell’ennesima “americanata”, dovete sapere che questo gioco è molto famoso anche in Italia, ma al posto della parola Chubby Bunny si pronunciano parole a caso e sempre più difficili.

Purtroppo, mentre alcune persone si rendono conto che avere la bocca completamente piena di caramelle e ridere per il divertimento non sono esattamente un’accoppiata saggia, tante altre persone sottovalutano o non considerano minimamente il rischio di soffocamento a cui si espongono. Questo gioco è particolarmente pericoloso perché i marshmallow occupano molto spazio dentro la bocca, e la manovra di Heimlich potrebbe rivelarsi inefficace per riuscire a rimuoverli.

via | Fatherly
Foto di S. Hermann & F. Richter da Pixabay

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