La depressione si può misurare con i battiti cardiaci

Per stabilire se una persona è depressa oppure, si possono contare i battiti cardiaci che offrono un riscontro molto attendibile.

Depressione battiti cardiaci

La depressione fa parte dello spettro delle malattie invisibili che sono difficili da vedere, misurare e diagnosticare. È stato dimostrato che la depressione è strettamente correlata al cuore e in particolare alla frequenza cardiaca. Uno studio tedesco ha dimostrato che per stabilire se una persona è depressa oppure no, è sufficiente misurare i cambiamenti nella frequenza cardiaca nell’arco di 24 ore.

Mettere in relazione queste due cose però non è affatto semplice perché la frequenza cardiaca cambia rapidamente, mentre la depressione arriva e scompare per un periodo più lungo e i trattamenti impiegano mesi a fare effetto.

Lo studio è stato fatto a Francoforte da un team di ricerca del Dipartimento di psichiatria su un campione di 16 pazienti con disturbo depressivo maggiore e su 16 soggetti sani. A questi pazienti è stato misurato il battito cardiaco per 4 giorni e 3 notti, e poi ai volontari con depressione sono stati somministrati un trattamento con ketamina o un placebo.

È emerso che chi soffre di depressione ha una frequenza cardiaca di base più alta di circa 10-15 battiti al minuto, e minori variazioni. Dopo il trattamento sono state fatte di nuovo le misurazioni e si è visto che le frequenze cardiache dei pazienti depressi, sono più simili a quelle del gruppo di controllo.

Carmen Schiweck, del Dipartimento di psichiatria presso la Goethe University di Francoforte, ha dichiarato:

"In parole povere, il nostro studio pilota suggerisce che misurando semplicemente la frequenza cardiaca per 24 ore, possiamo dire con il 90% accuratezza se una persona è attualmente depressa o no. Due elementi innovativi in questo studio sono stati la registrazione continua della frequenza cardiaca per diversi giorni e notti e l'uso della nuova ketamina antidepressiva, che può alleviare la depressione più o meno istantaneamente. Questo ci ha permesso di osservare che la frequenza cardiaca media a riposo può cambiare improvvisamente e riflettere il cambiamento di umore”.

Carmen Schiweck

Foto di Jan Alexander da Pixabay
via | repubblica

  • shares
  • Mail