Alimentazione e ufficio: i rischi della pausa pranzo

food La settimana lavorativa è appena iniziata e se – complice ancora qualche bella giornata di sole – in noi alberga ancora una ribelle voglia di fuga dall'ufficio, non resta che attendere la fatidica pausa pranzo. Qualche volta siamo costretti a saltarla, altre volte è davvero una breve pausa, ma comunque ce la concediamo per staccare la spina e ricaricarci.

Ma mangiare un sandwich al bar, in mensa o in tavola calda è abbastanza sicuro? Secondo il Rapporto europeo sulla sorveglianza dell’Oms, non c’è da stare tranquilli perché i luoghi pubblici di ristorazione sono fra quelli in cui più frequentemente si verificano casi di contaminazione degli alimenti.

Fra le cause di malattia a trasmissione alimentare nelle strutture pubbliche rientrano il riscaldamento e raffreddamento inadeguato dei cibi, gli errori nella manipolazione degli alimenti, la preparazione dei cibi con troppo anticipo, la contaminazione delle attrezzature o del personale.

Gli addetti ai lavori hanno una grande responsabilità nell’assicurare che le procedure di controllo vengano rispettate, ma anche noi dobbiamo usare il buon senso quando mangiamo fuori casa. Cerchiamo di evitare polpette, cotolette, uova e tutte le portate elaborate che potrebbero essere state preparate con molto anticipo: quando il cibo si raffredda, infatti, i microbi proliferano.

Osserviamo sempre gli alimenti che ci vengono serviti e controlliamone la consistenza e l’odore che possono darci qualche indicazione sulla qualità del prodotto. Teniamo presente, inoltre, che gli alimenti più a rischio di infezione sono quelli freschi e facilmente deteriorabili perchè i germi riescono a moltiplicarsi in appena 15 minuti. Banditi anche i piatti lasciati in caldo per ore che in realtà sono solo tiepidi e, quindi, rappresentano un luogo ideale per lo sviluppo dei batteri.

Via | Oms; Istituto Superiore di Sanità
Foto | Flickr

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