Il Coronavirus soffre il caldo ma non sparirà in estate

La ricerca ha dimostrato che il Coronavirus soffre molto il caldo ma non sparirà del tutto in estate.

Coronavirus soffre il caldo ma non sparirà in estate

Il Coronavirus sparirà in estate? Tutti lo danno per scontato, ma purtroppo non è esattamente così. Il Covid-19, come tutti i coronavirus, è condizionato in maniera determinante dal clima e quindi con l’aumento delle temperature perderà potenza. Per cercare di capire come evolverà l’infezione sono stati fatti vari esperimenti in laboratorio per simulare come si comporta il virus al variare delle condizioni ambientali e avere una stima di quel che ci aspetta.

Secondo le ultime ricerche, quando il virus si trova a una temperatura tra i 25 e i 30 gradi si deteriora molto e diventa meno aggressivo. Il 53% dei ceppi non sopravvive a queste temperature e il restante ha un’attività di 12 volte inferiore. Buone notizie quindi per i prossimi mesi, ma queste non devono farci abbassare la guardia, solo spronarci a fare attenzione.

Pasquale Mario Bacco, medico legale e ricercatore di Meleam, società specializzata in medicina del lavoro, ha spiegato i risultati di questi studi e ha dichiarato:

“In estate si prevede che il virus presenterà un'attività molto limitata con scarsissima aggressività, ma siccome riesce a sopravvivere, probabilmente riapparirà con lo scendere delle temperature. Insomma, non se ne andrà via del tutto. La mia idea è che non sparirà, come invece ha fatto la Sars. Essendo sensibile al clima, Sars-CoV-2 si manifesterà sempre in maniera più incisiva nelle zone più fredde d'Italia”.

Pasquale Mario Bacco

L’unico modo che abbiamo per non far propagare l’infezione e non dare terreno fertile a un virus che già per sua natura è molto contagioso. E per fare questo è necessario abbassare il più possibile la soglia dei contagi, che è quello che abbiamo fatto in questi mesi e stiamo facendo anche adesso.

Pasquale Mario Bacco ha spiegato anche le difficoltà di riuscire a creare un vaccino efficace che possa essere risolutivo per un lungo periodo:

“Il virus alla nostra osservazione presenta delle sensibili mutazioni, realizzate anche in tempi brevi. Questo ci fa pensare sempre di più che sia scarsa la possibilità di realizzare un vaccino che possa essere oggettivamente efficace per un tempo meritevole di considerazione. Al momento le mutazioni osservate riguardano soprattutto zone genomiche definite 'introni, per definizioni scarsamente codificanti".

Pasquale Mario Bacco

Via | adnkronos
Foto | Pixabay

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