Psicologia, cos'è la Sindrome di Stoccolma

All'indomani della liberazione di Silvia Romano, torna di attualità: come si manifesta la Sindrome di Stoccolma?

Psicologia, cos'è la Sindrome di Stoccolma E' tornata al centro dell'attenzione a seguito della liberazione di Silvia Romano, ma la sindrome di Stoccolma non è certo nuova nel campo della psicologia. In cosa consiste esattamente tale patologia e quali sono i sintomi

Per sindrome di Stoccolma si intende quella condizione psicologica per la quale una persona vittima di un abuso, di un rapimento o di un sequestro, finisce per mostrare, nei confronti del proprio aguzzino, rapitore o sequestratore, sentimenti positivi.

Il soggetto, in maniera totalmente inaspettata, può arrivare a definirsi grato, prendere le difese o addirittura innamorarsi di quest’ultimo. Insomma, si viene a verificare una sorta di volontaria sottomissione al proprio aggressore, che sfocia in una dipendenza affettiva.

Il nome di tale sindrome prende il nome dalla città nella quale se ne è registrato il primo caso. A seguito della rapina ad una banca avvenuta nel 1973 nella capitale svedese, uno degli ostaggi mostrò, appunto, gratitudine nei confronti dei rapinatori che l’avevano tenuto in ostaggio, insieme ad altri 3 impiegati, per 6 giorni. Una volta liberato, l’impiegato in questione, non solo fu benevolo con i rapinatori, ma addirittura ostile con le forze dell'ordine. Come emerse successivamente dalle interviste psicologiche fatte ai sequestrati, gli ostaggi mostrarono sentimenti di timore nei confronti della polizia, che temevano più dei sequestratori.


Sindrome di Stoccolma, patologie simili


Tra le patologie simili alla Sindrome di Stoccolma c'è quella di Lima. In questo caso la situazione si inverte. Sono i sequestratori a mostrare segni di benevolenza nei confronti delle vittime del sequestro. Si verifica, ovvero, una sorta di legame affettivo che porta al soddisfare tutti i bisogni e le richieste dei sequestrati, probabilmente per il senso di colpa.

Famosa è anche la sindrome di Stendhal che, invece, denota una serie di sintomi che un soggetto sviluppa nell’ammirare un’opera d’arte. Questi possono essere ansia, tachicardia, vertigini, allucinazioni e addirittura svenimenti.

Photo | Pixabay

  • shares
  • Mail