Brufoli schiacciati, come farli guarire in fretta

Come far diminuire il rossore e guarire presto i brufoli che abbiamo schiacciato

Brufoli schiacciati, come farli guarire in fretta Non schiacciare mai un brufolo costituisce la regola fondamentale, ma resistere è spesso impossibile. Una volta fatto il danno, quindi, come fare guarire in fretta brufoli schiacciati? Già, perché se un brufolo rimane intatto sul nostro viso, la possibilità che scompaia così come è arrivato, e senza lasciare traccia è alta.

Una volta spremuto, invece, la situazione peggiora irrimediabilmente e, anziché risolverla, avremo semplicemente appagato un desiderio che, peraltro, non porta a nulla di buono, anzi.

Ma tornando a noi: come togliere il rossore dei brufoli schiacciati (subito)? L’unica cosa da fare è utilizzare un detergente adatto sulla zona infetta ciò per prevenire la comparsa di nuovi brufoli. No a esfolianti aggressivi – specie sulla crosta del brufolo - che peggiorerebbero la situazione. Importante sarà mantenere la zona il più pulita possibile, non coprirla insomma, con fondotinta e correttori e non passarci sopra il pennello per il trucco.

Ancora più importante, poi, è non togliere la crosta perché, oltre a rallentare la guarigione, tale operazione elimina le cellule sane che stanno pian piano ricrescendo sulla zona. Lasciandola intatta si eviterà anche che si creino delle cicatrici.


Eliminare il rossore dei brufoli con rimedi naturali


Ora, dato che non è possibile eliminare il rossore dei brufoli in una notte, tra i rimedi naturali per toglierlo c’è l’utilizzo di un trattamento a base di acido salicilico (che svolge funzione lenitiva, antisettica e cicatrizzante). In alternativa, fare un impacco freddo (ghiacciato) sulla zona per 5 minuti: ciò riduce anche il gonfiore.

Se il brufolo sanguina, invece, è bene tamponarlo con del cotone pulito disinfettando la zona con un prodotto antibatterico per la pelle. La crosta, come anticipato, non va toccata. Se proprio si vuole utilizzare un correttore per coprirlo, leggete sull’etichetta: deve avere una formula non comedogena.

Photo | Pixabay

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