Coronavirus: lo stop alla fecondazione comporterà 4.500 nascite in meno

L'emergenza Coronavirus ha reso necessario lo stop alla fecondazione assistita e questo porterà a circa 4500 nascite in meno nel 2020.

Coronavirus fecondazione assistita

La pandemia di Covid-19 sta rivoluzionando ogni cosa e peserà anche sulle nuove nascite. A febbraio sono stati sospesi tutti gli interventi di fecondazione assistita e questo porterà in Italia a circa 4500 nascite in meno. Lo stop alla PMA è arrivato nel periodo in cui c’è la massima richiesta perché il clima è più mite e si riesce a spostarsi con più serenità, le fecondazioni sono solo rimandate di qualche mese, ma quando si intraprendono questi percorsi si parte già da situazioni delicate e ogni cambio di piani è comunque doloroso.

In Italia ogni anno vengono eseguiti circa 97.888 trattamenti riproduttivi su 78.366 coppie, con una nascita di circa 13.973 bambini. Questo stop forzato, e assolutamente necessario, farà certamente abbassare questi numeri e priverà tante coppie del loro sogno più grande. Purtroppo questi sono i danni collaterali dell’emergenza Coronavirus, ma dato che sono cose rimandabili non bisogna intristirsi troppo, ma anzi mantenersi in buona salute per affrontare il trattamento appena la situazione tornerà ad essere regolare.

Il ginecologo Antonino Guglielmino, presidente della Società Italiana della Riproduzione Umana (Siru), ha spiegato:

"L’emergenza sanitaria in atto ha determinato, sin dai primi momenti, una condizione di allarme, sia per la diffusione dell'infezione, sia nei confronti delle gravidanze in fase iniziale, per via della mancanza di dati scientifici validati da esperienze precedenti"

Antonino Guglielmino

La Società Italiana della Riproduzione Umana (Siru) sin dai primissimi casi di Covid-19 ha annullato tutti i trattamenti per evitare alle donne di fare le stimolazioni ormonali senza poter poi proseguire con l’espianto degli ovuli e l’impianto degli embrioni. La PMA è un trattamento complesso composto da tante fasi che devono essere monitorate con ecografie e analisi del sangue, cose che in un momento come questo esporrebbero solo a rischi evitabili.

Antonino Guglielmino ha precisato che rimandare con vuol dire rinunciare e che non ci sono dati che dicono che contrarre il Covid-19 metta a rischio una gravidanza. La Siru ha anche attivato un servizio di assistenza telefonica gratuita centinaia di coppie infertili che desiderano avere figli e hanno dovuto posticipare i trattamenti.

via | ansa

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