Sindrome della morte in culla: quali sono le cause e come si previene?

La sindrome della morte in culla è la definizione che si dà quando, in seguito ad un decesso di un neonato, non si riesce a capire cosa possa averlo causato. Si tenta infatti di comprendere se si è trattato di morte violenta, soffocamento o di un decesso per malattia, e quando tutte le ipotesi non trovano conferma, si parla di sindrome della morte in culla, o sindrome della morte improvvisa del neonato.

Si tratta di un avvenimento non insolito (in Italia se ne contano diverse centinaia all'anno), e nel 90% dei casi capita nei bambini al di sotto dei 6 mesi, con il picco tra i 2 e i 4 mesi d'età. Non essendo possibile determinare la causa della morte, è difficile anche prevenirla, ma alcuni segnali allarmanti possono essere colti dai genitori uno o due giorni prima del decesso.

Anche se il bambino è sano ed apparentemente non mostra alcun disagio, dei campanelli d'allarme potrebbero essere forme gravi di tosse, sibili, vomito, diarrea e mancanza di appetito. L'irrequietezza può essere scambiata con iperattività, ma è allarmante quando è accompagnata dal pallore o dal colorito bluastro della pelle. Altri segnali che possono mettere in allarme sono piedi e mani fredde che stanno a dimostrare che ci sono problemi di circolazione. Alcuni spasmi possono mostrare segnali che acqua o sangue hanno invaso i polmoni. Quando uno di questi sintomi compare è bene portare il bambino dal pediatra.

Tra le cause ipotizzate ci sono delle infezioni che hanno un decorso talmente rapido da non essere avvertito dal genitore, mentre altri sostengono che possa esserci carenza di magnesio nella madre che di conseguenza non lo trasmette al figlio, ma la realtà è che molto spesso nessuna causa concreta viene individuata, e si dà la colpa ad un insieme di fattori concatenati. L'unica possibilità che si ha di cogliere i segnali in tempo è tenere conto dei fattori di rischio che possono essere lo stato del bambino al momento della nascita (per esempio se è nato prematuro), il parto gemellare, esposizione al fumo passivo, una madre troppo giovane e l'esposizione a climi freddi.

Secondo alcuni ricercatori ci sono alcune regole che possono evitare la morte in culla. Ad esempio può essere utile far addormentare il bambino con il ciuccio perché favorisce la respirazione, ma una piena certezza dell'efficacia di questa strategia non si può avere; oppure sdraiare il bambino supino su un materasso rigido e senza cuscino, utilizzare lenzuola non plastificate né gommose, dunque evitare di farlo dormire nel letto dei genitori.

Via | Laleva; Universonline
Foto | Flickr

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