Klebsiella pneumoniae nelle urine, ecco come riconoscere i sintomi dell'infezione batterica

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La Klebsiella è un batterio che vive normalmente all'interno del corpo umano e, finché rimane confinato nel colon, non crea alcun tipo di problema. Alcune patologie però possono insorgere quando il contagio non avviene in quell'area ma negli organi confinanti. La Klebsiella pneumoniae è la specie più comune di Klebsiella tra quelle che possono causare patologie.

Di solito questo batterio colpisce le persone già debilitate da malattie croniche o da qualche altra patologia che indebolisce il sistema immunitario. Per questo motivo delle volte i suoi sintomi, che cambiano a seconda della malattia che consegue all'infezione, possono passare in secondo piano, sopraffatti da quelli della malattia in corso.

Una delle più comuni è la polmonite, in questo caso i primi sintomi saranno febbre, dolore toracico, brividi e difficoltà di respirazione; altre possono essere bronchite (con sintomi simili alla polmonite, ma meno gravi), ed infezioni alle vie urinarie (bruciori, stimolo alla minzione frequente, dolore al basso ventre, urine scure e dense ed a volte presenza di sangue nelle urine). Uno dei sintomi caratterizzanti l'infezione batterica da Klebsiella pneumoniae è l'emottisi, cioè la tosse con sangue.

Come si è visto, quasi tutti i primi sintomi dell'infezione da Klebsiella pneumoniae sono molto comuni a diverse malattie, e spesso possono essere sottovalutati. Il consiglio è di recarsi dal medico immediatamente alla comparsa dei primi segnali spia in quanto le infezioni di questo tipo tendono a peggiorare in fretta ed a portare complicazioni, a volte anche molto gravi e difficili da curare. Inoltre bisognerebbe immediatamente consultare il medico nel caso in cui questi sintomi comparissero pochi giorni dopo essere stati in ospedale perché è proprio nelle strutture ospedaliere che si verifica la stragrande maggioranza dei casi di contagio. Dalle analisi delle urine potrebbe risultare la presenza della Klebsiella pneumoniae che viene poi curata con degli antibiotici.

Via | Biosecitalia; Phagetherapycenter; Medicina360
Foto | Flickr

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