Psicologia: come vincere le ossessioni

Psicologia: come vincere le ossessioni

Le ossessioni sono pensieri o immagini mentali persistenti ed estranei all'immagine di sé che derivano da una paura e possono fare parte del disturbo ossessivo compulsivo.

Cosa sono le ossessioni? Le ossessioni sono pensieri intrusivi e persistenti che si presentano molto spesso sotto forma di immagini mentali o pensieri che vengono percepiti come egodistonici. Cosa significa? Le ossessioni non sono in sintonia con l’immagine che abbiamo di noi stessi e compaiono senza adeguate motivazioni nella coscienza.

In poche parole le ossessioni non sono dei semplici pensieri negativi ricorrenti, ma nemmeno delle preoccupazioni. Le ossessioni, infatti, non hanno una base reale e sono dissonanti rispetto la volontà della persona. In psichiatria le ossessioni vengono divise in diverse tipologie e solitamente si tratta di pensieri di breve durata che si basano su una fobia, una paura particolare o sull’ansia.

Ecco una lista delle ossessioni più comuni:

  • Ossessioni che si riferiscono alla paura di contagio
  • Ossessioni che riguardano impulsi aggressivi e autoaggressivi
  • Ossessioni superstiziose
  • Ossessioni sessuali e pornografiche
  • Ossessioni che si riferiscono al peso, alla dieta e al cibo
  • Ossessioni sulla gelosia
  • Ossessioni religiose

Come si possono vincere le ossessioni? Le ossessioni, se fanno parte di un quadro psicopatologico conclamato, vanno trattate rivolgendosi a uno specialista, come una figura psicologica o psichiatrica. Ma le ossessioni sono fenomeni spesso presenti anche in casi non patologici. Si tratta di un fenomeno normale che può comparire in stati di ansia o stress.

Per vincere le ossessioni occorre comprendere la loro natura, quasi sempre legata alla paura o al terrore della perdita di controllo in determinate situazioni. In alcuni casi si tratta dell’inaccettabilità di alcune conseguenze legate a eventi di vita comune. Per vincere le ossessioni un esercizio utile può essere quello di ripetersi “non posso controllare tutto”; dialogando con noi stessi possiamo ripetere prima di una situazione stressogena l’impossibilità di controllarne ogni sviluppo.

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