Cosa sono le precauzioni universali per evitare contagi ed epidemie

Le precauzioni universali per evitare contagi ed epidemie sono del 1985: ecco cosa prevedono.

precauzioni universali

Cosa sono le precauzioni universali che tutti gli operatori sanitari dovrebbero seguire per evitare, in ogni momento, contagi ed epidemie di varia natura? Se n'è parlato in occasione della conferenza stampa di aggiornamento delle ore 12 del 25 febbraio per quello che riguarda l'epidemia di Coronavirus in Italia. Le precauzioni universali sono state introdotte nel 1985, in particolare riferimento alla sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS).

Il concetto è stato introdotto per prevenire l'infezione, che si poteva trasmettere tramite sangue e liquidi biologici tra pazienti infetti e operatori sanitari che li assistevano. Le raccomandazioni di fatto sono state le prime dedicate al personale sanitario, per proteggere medici, infermieri e altri lavoratori del settore della sanità.

Secondo quanto apprendiamo da un documento del Ministero della Salute del 1989, si tratta di misure per proteggere anche il personale sanitario addetto per prevenire possibili contagi. All'inizio solo per l'AIDS, ma le misure si possono applicare a ogni infezione, in fase di epidemia o no.

Cosa prevedono le precauzioni universali

Cosa prevedono queste linee guida che il personale medico deve sempre tenere in considerazione durante il suo lavoro? Sono semplici regole che bisognerebbe seguire in ogni caso:


  • Lavarsi le mani con acqua e detergente seguito da lavaggio antisettico ogni volta in cui si entra a contatto con sangue e liquidi biologici e dopo essersi rimossi i guanti

  • Uso dei guanti

  • Uso di camici e grembiuli di protezione

  • Uso di mascherine, occhiali e coprifaccia protettivi, nel caso si eseguano procedure che possono provocare esposizione a mucosa orale, nasale, congiuntivale o schizzi di sangue e liquidi biologici

  • Maneggiare con attenzione aghi, bisturi e taglienti per evitare ferite accidentali

  • Riporre i campioni biologici in contenitori appositi che evitino perdite o rotture


Foto Pixabay
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