In oncologia lavorare all’uncinetto scaccia via stress e cattivi pensieri

Lavorare all’uncinetto nel reparto di oncologia aiuta a vivere meglio le cure e a tenere lontani stress e cattivi pensieri.

oncologia lavorare all’uncinetto

Sferruzzare fa bene, aiuta a liberare la mente e a tenere a distanza ansia, stress e brutti pensieri. Chi si ritrova catapultato nel reparto oncologico di un ospedale convive con ansia e paura, deve affrontare cure pesanti e sa che è in gioco la propria vita quindi è normale sentirsi sopraffatti da quello che accade. Lavorare all’uncinetto, ma anche a maglia, nei reparti di oncologia è un progetto solido e ben sviluppato che coinvolge vari ospedali sparsi in tutta Italia: Latina, Bergamo, Messina, Milano, Torino e Biella e siamo certi che se ne aggiungeranno tanti altri.

I volontari di Gomitolo Rosa, un’associazione che promuove il lavoro a maglia per il benessere dei pazienti e per fare solidarietà, è a disposizione delle donne in ospedale. Le pazienti vengono aiutate a iniziare o finire i lavori, seguite passo passo in ogni fase, sia che si stia iniziando adesso sferruzzare che se si è già esperte.

Questa iniziativa è bellissima perché si svolge nelle sale di attesa, luoghi di passaggio in cui nella nostra mente arriva di tutto, si ha paura delle notizie dopo i controlli, il timore delle cure e il terrore quando si vede la malattia negli occhi degli altri. Lavorare a maglia aiuta a ingannare l’attesa e a portare nel cuore un po’ di tranquillità, lavorare a qualcosa di manuale è davvero utile.

Il progetto sostiene il recupero delle lane autoctone che vengono utilizzate per fare dei progetti, in particolare degli esagoni colorati che poi vengono assemblati per creare delle coperte da donare ai senzatetto. Un progetto davvero bellissimo che aiuta tutti: chi offre aiuto ed esperienza, chi sferruzza per scacciare via i brutti pensieri e anche chi usufruisce delle coperte realizzate con tanto amore.

Ivana Apolloni di Gomitolo Rosa ha raccontato a CafèTv di Latina:

“Utilizziamo una lana non assorbita dal mercato e che altrimenti verrebbe bruciata o sotterrata e la trasformiamo in un messaggio a scopo solidale. Questo materiale scartato dalle mercerie si presta alla creazione di oggetti che ri-utilizziamo nel sociale, creando una vera e propria economia circolare: coperte, sciarpe, mantelle. Lavorare ad un progetto unico aiuta a sentirsi meno soli. La nostra missione è far capire l’importanza che può avere la lanaterapia come terapia alternativa soprattutto in ambito oncologico, dove lo stress e le incertezze sono maggiori”.

Ivana Apolloni

foto | Pixabay
via | ilcaffe

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