Perché ci si muove durante il sonno

Ecco perché ci muoviamo durante il sonno.

Letto sonno

A tutti quanti capita di muoversi durante il sonno. Si tratta di un fenomeno del tutto normale che accade per degli ottimi motivi.

Durante le fasi del sonno il nostro corpo può sobbalzare, e una persona può arrivare a cambiare posizione anche svariate volte durante la notte. Gli esperti pensano che ciò avvenga semplicemente perché cerchiamo una posizione più comoda. Se rimanessimo nella stessa posizione per tutta la notte, probabilmente ci risveglieremmo con articolazioni rigide e problemi cutanei.

A spiegarlo è il dott. Peter Roessler, membro dell'Australian and New Zealand College of Anaesthetists, che fa sapere:

Penso che il movimento durante il sonno sia un meccanismo protettivo volto a prevenire i problemi che potrebbero svilupparsi a causa di una pressione prolungata, come una riduzione del flusso sanguigno verso alcune parti della pelle.

Movimenti durante il sonno: questione di comodità?


Secondo l’esperto, gli stimoli sgradevoli provocati dalla pressione sui recettori del dolore potrebbero avviare una risposta automatica, che ci spinge a muoverci per trovare una posizione più comoda. Del resto questo è ciò che avviene anche quando siamo seduti alla scrivania. Per quanto possa essere comoda la nostra posizione, dopo un po’ di tempo sentiamo il bisogno di muoverci, non è forse vero?

Naturalmente non siamo sempre consapevoli di questi movimenti mentre dormiamo, perché generalmente avvengono durante il sonno profondo.

Durante la notte attraversiamo infatti delle fasi alternate di sonno profondo e leggero. Il rotolamento e altri movimenti non si verificheranno nella fase di sonno leggero (sonno REM), poichè in questa fase tendiamo a sognare, e il nostro corpo è semi-paralizzato per evitare che possa compiere dei movimenti.

Generalmente tendiamo dunque a cambiare posizione durante i brevi risvegli, che hanno una durata di non più di qualche secondo, e che normalmente dimentichiamo immediatamente.

via | Abc.net
Foto da Pixabay

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