Come prevenire la sindrome del bambino scosso con i consigli degli esperti

Ecco come evitare il rischio di 'shaken baby syndrome' (Sbs) o sindrome del bambino scosso.

neonato

La sindrome del bambino scosso è una condizione molto grave, che si verifica quando il bambino viene maltrattato fisicamente (dai genitori o da chi se ne prende cura), e viene scosso in maniera violenta, anche solo per pochissimi secondi.

Si tratta di un comportamento che viene messo in atto generalmente quando il bambino piange troppo o per troppo tempo; come reazione al suo pianto inconsolabile, i genitori possono infatti avere l’impulso di scuoterlo con lo scopo di calmarlo.

Così facendo però non solo si peggiora il pianto del piccolo, ma lo si espone al rischio di andare incontro a conseguenze molto gravi.

La sindrome del bambino scosso può causare infatti traumi all’encefalo, problemi neurologici, successivi disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, della memoria e del linguaggio, disabilità, ritardo mentale, paralisi cerebrale, e può causare persino il coma o la morte del bambino conseguenze che possono avvenire in un quarto dei casi diagnosticati.

Il picco di maggiore incidenza si verifica tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita del bambino, ovvero quando il piccolo tende a piangere di più e più spesso.

Come prevenire la sindrome del bambino scosso


Prevenire la sindrome del bambino scosso è possibile, ma come spiegano i membri della Società italiana di pediatria (Sip) serve l’impegno dei medici, della comunità e naturalmente dei genitori. I membri della Sip spiegano infatti che per prevenire il problema è necessario organizzare dei corsi di formazione per i genitori in merito al pianto dei neonati, dove potrebbero comprendere come interpretare tale pianto e come gestirlo.

È inoltre necessaria una maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica e l’attivazione di un piano di sostegno per le famiglie che si sentono in difficoltà nel prendersi cura del neonato.

via | AdnKronos
Foto da Pixabay

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