L'importanza di lavarsi le mani: un esperimento in aula diventa virale

Da una scuola nell'Idaho a noi, un esperimento scientifico, eseguito dai ragazzini di una classe, diventa virale e ci insegna l'importanza di lavarsi le mani

Esperimento batteri classe

Una stagione in cui ci si ammala facilmente, un esperimento scientifico per dimostrare quanto ci si possa tutelare dagli attacchi dei microrganismi lavandosi semplicemente le mani, un'insegnante molto sveglia e una ciurma di alunni pronti a darci una bella lezione. Il cocktail è pronto ed è, neppure a dirlo, diventato virale nel giro di pochi giorni.

Da un distretto scolastico dell'Idaho, in America, è rimbalzata fino a noi una notizia piuttosto interessante, una di quelle da memorizzare. L'Istituto superiore di sanità italiano ne sarebbe felice, in quanto permetterebbe di ridurre il numero di casi di influenze e raffreddamenti, venendo fede ad uno dei principi aurei dell'igiene, il lavaggio delle mani.

Spieghiamo però meglio in cosa consisteva l'esperimento in aula che ha fatto il giro del mondo. L'insegnante Jaralee Annice Metcalf, per far capire ai propri studenti i batteri che possono depositarsi sulla pelle, ha preso 5 fette di pane in cassetta e le ha sigillate in altrettanti sacchetti a chiusura ermetica.

Prima di chiuderli ha però chiesto ai propri alunni di "contaminarli" in modi diversi, dallo strofinarli sullo schermo del proprio Chromebook, fino a tastarli con le mani sporche, lavate con acqua e sapone o disinfettate con i gel igienizzanti presenti in commercio. Una fetta è invece rimasta intonsa ed è servita come elemento di controllo.

Dopo quattro settimane, consapevoli del fatto che il pane in cassetta è trattato chimicamente per prolungarne la durata, cosa che ha ovviamente dilatato i tempi dell'esperimento, si sono visti i risultati. Tutte le fette di pane, tranne quella di controllo e quella toccata da mani lavate con acqua e sapone, erano coperte da muffa. Nella gallery foto qui in basso si può vedere bene tutto.

Persino quella tastata dopo aver usato sulla pelle il disinfettante in gel riportava una bella tacca gialla e verde su un lato, dimostrando come gli igienizzanti non possano sostituire il classico lavaggio con acqua calda e sapone, a quanto pare la via più sicura per avere mani davvero pulite.

L'insegnante di scienze ha anche aggiunto che i Chromebook vengono regolarmente disinfettati, questo dovrebbe lasciarci immaginare la carica batterica impensabile che possono avere i nostri smartphone e tablet, che vengono puliti una tantum, giusto quando appaiono proprio sporchi.

L'esperimento della scuola dell'Idaho, come detto, è diventato virale nel giro di poco tempo con bel 59mila condivisioni e più di 8mila commenti. Dalla sua Jaralee Annice Metcalf ci ha tenuto a dire la sua per chiosare degnamente la faccenda:

I germi si diffondono rapidamente. E non importa quanto spesso venga detto o quanto bene venga insegnato di lavarsi le mani, i bambini non lo faranno sempre correttamente o abbastanza

Jaralee Annice Metcalf

In realtà il problema è anche degli adulti, non sempre attentissimi a questa faccenda. Le pause pranzo veloci e con cibo d'asporto, magari finger food, ci fanno dimenticare le buone regole di igiene. Invece, se vogliamo tutelare il fisico dai malanni, è proprio dall'acqua e sapone che si deve passare.

Copertina | iStock
Gallery | Facebook - Jaralee Annice Metcalf

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