Cos'è la teoria della mente: esercizi utili

Si chiama teoria della mente ed è la capacità cognitiva di comprendere i diversi stati mentali degli altri

Teoria della mente

Quando si sente parlare di teoria della mente o Theory of Mind, contratto in ToM, si fa riferimento ad una dottrina del 1978, i cui padri furono lo psicologo David Premack e il filosofo Guy Woodruff, basata sulla capacità degli individui di comprendere gli stati mentali dei propri simili.

Si tratta in pratica di un'abilità socio-cognitiva, che permette di comprendere e attribuire emozioni, desideri e credenze, ma anche conoscenze e bisogni, accettando il fatto che gli stati mentali di altre persone possono essere diversi dai propri, considerando anche i fattori che li hanno fatti emergere.

La teoria della mente è vitale durante il processo di sviluppo di un individuo. I bambini molto piccoli tendono ad essere fisiologicamente egocentrici e spesso non sono in grado di pensare agli stati mentali degli altri. Con l'avanzare dell'età, la loro teoria della mente emerge e continua a svilupparsi, colmando questa lacuna.

Il passaggio dall'egocentrismo alla comprensione degli altri, è sostanzialmente naturale per un soggetto sano, ma viene messo in forse in condizioni di alterate capacità psichiche. È questo il caso della schizofrenia, ma anche dell'autismo, tanto che spesso gli psicologi infantili usano dei test basati sulla teoria della mente per comprendere se si è in presenza di disturbi del neurosviluppo nei bambini.

Forgiare una forte teoria della mente gioca un ruolo importante nei nostri mondi sociali, da quello affettivo a quello lavorativo ed è un costante lavoro per capire cosa e come le persone pensano, per prevedere il loro comportamento, per impegnarsi in relazioni sociali e per risolvere i conflitti interpersonali.

La teoria della mente, come detto, inizia già dalla tenera età e si sviluppa in maniera diversa a seconda del soggetto e man mano che i bambini acquisiscono una maggiore esperienza con le relazioni sociali. Il che avviene attraverso il rapporto con fratelli e genitori, ma anche con il gioco con i propri coetanei, tutte situazioni che insegnano ai bambini, in genere a partire già dai 3 anni, a capire meglio il pensiero degli altri e a concepirlo come diverso dal proprio.

Tutte queste abilità vanno via via specializzandosi con gli anni, rendendo le competenze sempre più affinate e quindi più semplice la socialità nelle varie fasi della crescita. Ciò non significa che in età adulta i giochi siano fatti e non si possa provare ad implementare la propria teoria della mente.

Esistono esercizi utili e specifici per farlo, che hanno alla base proprio un migliore tentativo di comprensione degli stati mentali altrui. Un buon modo è fare una lista di persone sempre diverse e con gradi di vicinanza differenti, dai semplici conoscenti alle relazioni affettive più vicine e da qui porsi una serie di domande.

Del tipo "cosa credo che pensi questa persona di me?" o "cosa penso stia provando X in questa situazione", o anche "quale reazione mi aspetto da Y in una data circostanza". Tutti questi quesiti, molti dei quali possono crearci qualche difficoltà iniziale, ci porteranno a fare un'analisi più efficace dei soggetti in questione e capire esattamente cosa pensano, desiderano o provano.

La comprensione degli stati mentali degli altri è un valido aiuto per le relazioni interpersonali di tutti i generi. Ci permette di avere un rapporto più efficiente con i colleghi e quindi lavorare meglio in team, ma anche capire meglio anche partner, figli e famiglia.

Foto | iStock

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