Digiuno della dopamina: dalla California la ricetta per essere più felici

Non promette miracoli ma di renderci più felici, soddisfatti e concentrati e in America il digiuno della dopamina è una tendenza in ascesa

Digiuno della dopamina

Da anni l'essere umano cerca la ricetta della felicità, un modo per sorridere, essere soddisfatto della propria vita e mantenere un'emotività rilassata e senza scossoni a lungo termine. Bé, pare che gli americani abbiano trovato un metodo piuttosto singolare per ripristinare i sistemi di ricompensa del cervello attraverso il cosiddetto digiuno della dopamina, che richiede qualche piccolo sacrificio a fronte di grandi benefici per la mente.

Di cosa si tratta? Presto detto. La tendenza è iniziata nella Silicon Valley, in California e, come suggerisce il nome, il digiuno della dopamina prevede che per 24 ore si rinunci a tutto ciò che porta piacere al cervello. Dal consumo di dolci all'intimità, fino all'astenersi dal guardare i social o una serie tv o anche, per i più estremi, alla rinuncia del contatto visivo.

Sembra una tortura e invece è una vera e propria dieta detox che permetterebbe al cervello di resettarsi nelle ventiquattro ore di rinunce, diventando più abile a riconoscere le piccole e grandi gioie della vita una volta terminata la giornata.

Eliminando qualsiasi stimolo, chi pratica questo digiuno tenta di "ripristinare" il sistema di ricompensa del cervello, che viene risvegliato dalla dopamina. Dopo le 24h sembra che ci si possa sentire più concentrati, in sintonia con il proprio corpo e in grado di provare più gioia nell'esecuzione delle varie attività quotidiane.

Tre fondatori di una start-up di analisi del sonno chiamata SleepWell, che hanno sede nella Silicon Valley, hanno adottato la tecnica digiunando a 360 gradi, perché convinti di essere diventati dipendenti dalla sostanza chimica. A tal proposito uno di loro si è concesso in una lunga intervista sul New York Times, spiegando meglio la tecnica del digiuno della dopamina:

Siamo dipendenti dalla dopamina. E poiché ne produciamo sempre così tanta, finiamo per desiderarne sempre di più, quindi le attività che prima erano piacevoli poi cessano di esserlo

James Sinka

E ancora:

Dopo un Dopamine Fast mi sento resettato emotivamente, fisicamente e mentalmente. La mia concentrazione è migliore e sono subito focalizzato sul compito che devo svolgere. Un digiuno di dopamina rende il lavoro più eccitante, più stimolante e più facile da realizzare

James Sinka

La Silicon Valley non rinuncia al digiuno di dopamina e lo stesso James Sinka ha ammesso che è una pratica che segue circa due volte all'anno. Ma cosa ne pensano gli esperti? Secondo il neuroscienziato Jaime Castrellon è assai improbabile che porti ad effettivi vantaggi:

Impegnarsi in attività quotidiane è in genere normale e non deve essere paragonato a dipendenze da sostanze. In generale, livelli più alti di dopamina sono stati collegati a sentimenti positivi come l'eccitazione e il voler impegnarsi in qualcosa di piacevole. Questi sentimenti rappresentano un supporto per l'apprendimento dei risultati positivi delle decisioni passate e ci tengono motivati ​​per quelli futuri

Jaime Castrellon

Peccato, per una ricetta della felicità supportata anche dalla scienza e non solo dai manager made in California, dobbiamo ancora pazientare un pochino.

Foto | iStock

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