Effetto Coanda: spiegazione del fenomeno aerodinamico sposato anche dai moderni arricciacapelli

L'effetto Coanda è la tendenza di un getto fluido a seguire la superficie di un oggetto convesso ad esso vicino

Spiegazione effetto Coanda

Accomuna il mondo degli aerei, quello delle macchine di formula 1 e sì, persino quello in cui rientra la modernissima tecnologia dei prodotti per la messa in piega dei capelli, come il desideratissimo Dyson Airwrap, un vero e proprio oggetto del desiderio da parte di molte signore e signorine.

Ma cos'è che unisce questi tre mondi apparentemente diversi fra loro? È l'effetto Coanda, un fenomeno aerodinamico che prende il nome dall'ingegnere rumeno Henri Coandă, un vero precursore dei tempi per quanto riguarda la progettazione e la messa in aria del primo aeromobile a propulsione della storia.

A contendersi il primato in un'epoca in cui le notizie non viaggiavano veloci come adesso, sono stati da sempre due ingegneri, il tedesco Hans Von Ohain e il britannico Sir Frank Whittle, che fecero volare in pieno periodo di seconda guerra mondiale, ciascuno nel proprio territorio, quello che entrambi credevano essere il primo velivolo a reazione.

Sbagliato. Perché fu invece il buon Henri Coandă a battere tutti sul tempo già una trentina di anni prima, registrando poi nel 1934 un brevetto in Francia, per un fenomeno aerodinamico che prese proprio il nome di effetto Coanda e che fu decritto come "la tendenza di un getto di fluido a seguire il contorno di una superficie vicina convessa".

In poche parole, quando un getto fluido in movimento entra in contatto con una superficie curva, tenderà a seguire tale curvatura, piuttosto che proseguire in linea retta. Esattamente quello che succede all'acqua del rubinetto se ne alteriamo il suo flusso mettendo in mezzo il dorso di un cucchiaio.

Quello che vale per l'acqua, ovviamente vale anche per l'aria. Dobbiamo infatti considerare che le ali degli aerei hanno proprio una forma che rispetta la curvatura superiore a cui tende ad aderire l'aria e una parte inferiore semi piatta, dove invece esercita una pressione maggiore, seguendo il principio di Bernoulli.

Nelle ali degli aerei, così come nelle macchine da corsa e negli arricciacapelli di nuova generazione, abbiamo a che fare con lo stesso identico fenomeno aerodinamico. Non è un caso che proprio il Dyson Airwrap abbia una superficie tondeggiante composta da alette, tutte con un tale grado di inclinazione, o angolo d'attacco, tale da favorire proprio l'effetto Coanda.

Sembra stregoneria ma non lo è e in questo strumento per la messa in piega, basta avvicinare una ciocca di capelli al macchinario con la bocchetta con alette in funzione, per vedere la capigliatura attorcigliarsi in modo del tutto autonomo attorno al ferro, proprio seguendo la direzione che prende l'aria.

Per quanto riguarda gli aerei, l'effetto Coanda aiuta il flusso d'aria a rimanere attaccato alla superficie dell'ala, mentre il principio di Bernoulli e la differenza nelle pressioni sono il motivo per cui abbiamo un sollevamento negli aeromobili e una deportanza invece nelle auto sportive. L'effetto Coanda è un atto di bilanciamento tra molti fattori, tra cui la velocità del flusso di fluidi, la pressione, l'attrazione molecolare e un effetto centrifugo se la superficie è curva.

Qualora volessimo sapere quale sia il nome della scienza alla base dell'effetto Coanda è presto detto, è la fluidodinamica, dato che tutte le applicazioni di un effetto Coanda coinvolgono un oggetto fluido che scorre su uno solido ed è proprio la dinamica dei fluidi a studiare i movimenti di gas e liquidi.

Ora, quando saremo in viaggio su un aereo, vedremo in tv un gran premio di Formula 1 o metteremo in piega i capelli con uno strumento che sfrutta l'effetto Coanda, sapremo esattamente cosa sta accadendo. Come direbbe una pubblicità che va molto per la maggiore in questo periodo, si tratta di scienza e non di magia.

Foto | iStock

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