I sintomi della sindrome di Asperger e a chi rivolgersi per curarla


La sindrome di Asperger spesso viene confusa con l’autismo senza ritardo mentale, perché hanno molte similitudini. Questo disturbo è caratterizzato dalla difficoltà a interagire con gli altri, un linguaggio molto monotono e ripetitivo, movimenti goffi e posture imbarazzanti, ma anche dalla mancanza di interesse verso le cose in senso globale, mentre c'è un'attenzione maniacale e circoscritta verso alcuni dettagli, come gli orari dei treni o le carte geografiche.

La sindrome colpisce soprattutto gli uomini, ma non c’è da escludere che anche le donne possano incorrere in questo particolare problema, anche poco conosciuto (è stata riconosciuta ufficialmente solo nel 1994) e soprattutto poco diagnosticato. Secondo gli studi, le persone con l’Asperger hanno parametri di intelligenza normali nella maggior parte dei casi. Sono pochi, infatti, coloro che hanno un leggero ritardo, mentre può capitare che spesso abbiamo un ID superiore alla norma.

Sono bambini considerati strani e un po’ eccentrici, con una grandissima capacità di memorizzazione. La sindrome di Asperger a differenza dell’autismo si manifesta un po’ più in là nel tempo e la condizione tende a essere molto stabile nel tempo. Questa malattia è classificata come disordine dello sviluppo, e rientra nello spettro autistico. Spesso viene associata, in modo errato, a disturbi simili alla sindrome di Tourette o ai problemi di attenzione. Purtroppo le cause sono abbastanza sconosciute, anche se è molto frequente una componente comune.

A chi rivolgersi per curare questa sindrome? Ovviamente a psicologi, psichiatri ma neurologi. È bene intervenire quanto prima, per monitorare il bambino ma anche per aiutarlo con gruppi di supporto. I trattamenti farmacologici curano determinati sintomi, come le manie ossessive o l’iperattività, ma sono gli interventi educativi che si occupano del disturbo nella sua totalità.

Via| FondazioneAres, Asperger
Foto| Flickr

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