Listeria, i sintomi più comuni

L’infezione dal Listeria monocytogenes si può manifestare con sintomi tipici di una tossinfezione alimentare, ma non solo.

Listeria, ovvero il batterio Listeria monocytogenes, provoca una tossinfezione alimentare nota listeriosi. Si contrae consumando cibi crudi contaminati, come carne e verdure non ben lavate, ma anche prodotti lattiero-caseari preparati con latte non pastorizzato.

Quali sono i sintomi più comuni?

Si manifesta con febbre, nausea, diarrea, dolori muscolari, ma anche emicranie, confusione, irrigidimento del collo e perdita dell’equilibrio. L’infezione può dunque essere due tipi: la classica tossinfezione alimentare, che fa stare malissimo ma fortunatamente si risolve senza conseguenze, e poi c’è una forma, detta anche "sistemica", che dall'intestino passa nel sangue e si diffonde nell'organismo, arrivando al sistema nervoso, dando vita a encefaliti e meningiti e forme acute di sepsi.

Quando si manifestano i sintomi?

Purtroppo la manifestazione dei sintomi non è rapida: possono passare 24/48 ore come un mese (in alcuni casi ci possono volere anche tre mesi e diventa difficile capire quale sia il cibo incriminato). I soggetti più a rischio sono le persone con compromissione del sistema immunitario: malati di cancro, di diabete, di Aids, le persone anziane e i neonati. Particolarmente a rischio risultano le donne in gravidanza: l'infezione da Listeria può infatti causare aborto spontaneo, parto prematuro, morte in utero o infezione del feto.

Come si cura?

Prima di tutto bisogna diagnosticare con esami del sangue e analisi del liquido spinale la presenza del Listeria monocytogenes. Essendo poi un’infezione batterica si tratta con una terapia antibiotica.

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