Tacere le proprie emozioni mette a rischio la salute cardiovascolare delle donne

Un recente studio mette in luce una correlazione fra problemi cardiovascolari nelle donne e la tendenza di queste ultime a non esprimere le proprie emozioni

Alito cattivo

Praticare l'autocensura, una questione spinosa su cui le donne potrebbero scrivere trattati. Si tacciono desideri, emozioni e disappunto per preservare il quieto vivere in casa e in ufficio, pensando che stare zitte sia la panacea per quasi tutti i mali. Eppure, tenersi il rospo in gola, non solo non è sempre positivo a livello relazionale, ma è anche deleterio per la salute.

A dirlo a gran voce è un recente studio della Western Washington University, che ha preso in esame la storia clinica di 304 donne di età compresa fra i 40 e i 60 anni, concentrandosi su anamnesi, eventuale depressione e parametri fisici quali pressione sanguigna, peso e altezza.

Dalla ricerca è emerso che le donne più soggette alla repressione dei propri sentimenti erano anche più predisposte a problemi di tipo cardiovascolare e più nel dettaglio alla formazione di placche nelle arterie carotidi. Lo studio non è stato in grado di dimostrare scientificamente il rapporto causa effetto, ma Karen Jakubowski, ricercatore post-dottorato all'Università di Pittsburgh, che ha seguito lo studio, ha voluto comunque esplicitare i dati raccolti:

Le donne che si sono sentite meno in grado di parlare dei loro bisogni o sentimenti nelle loro relazioni intime avevano una probabilità del 14% più alta di formazioni di placche a livello di arteria carotide. Dall'altra parte, le donne senza placca osservabile si sono rivelate più in grado di esprimersi nei loro rapporti sociali e affettivi

Karen Jakubowski

Per l'analisi della parte emotiva e relazionale, i ricercatori si sono avvalsi di un questionario redatto dalla professoressa Dana Jack, docente di psicologia presso la Western Washington University, che ha fatto appunto emergere la presenza di problematiche comunicative:

Se tendi all'autocensura, ti stai disconnettendo. Tuttavia, non ti disconnetti non solo dall'altra persona ma anche da te stesso. Nella maggior parte dei casi attestiamo noi stessi parlando con gli altri, attraverso la voce. Ma con l'autocensura, le donne si confondono su ciò che provano davvero. "C'è qualcosa di sbagliato in me perché mi sento arrabbiato?", "Dovrei essere più gentile?". Questo è ciò che crea lo stress che può portare a problemi fisici

Dana Jack

Dalla sua, la dottoressa Jakubowski ha anche messo in evidenza la stretta correlazione fra tacere i propri sentimenti e sperimentare alterazioni a livello psicologico, ipotizzando che possano essere queste ultime a scatenare le disfunzioni a livello cardiovascolare e la formazione di ateromi:

Studi precedenti hanno scoperto che le donne più tendenti all'autocensura riportano anche più sintomi di depressione e rabbia, entrambi legati alla malattia cardiovascolare. Se si va a caccia del motivo per cui l'autocensura può essere correlata alla presenza di placche, gli studi futuri potrebbero considerare la depressione, il conflitto nelle relazioni o i problemi del sonno. La depressione e il sonno scadente sono infatti fattori di rischio per la placca carotidea

Karen Jakubowski

In attesa di nuovi studi in tal senso, vale la pena tirare un po' le somme su quanto emerso dalla ricerca della Western Washington University. Problemi quali ictus e ischemie nelle donne, derivati da una formazione di placche aterosclerotiche, o ateromi, potrebbero essere causati non solo da uno stile di vita e da un'alimentazione non adeguati, ma anche da una tendenza a mordersi la lingua più del dovuto.

Questa autocensura aumenterebbe il rischio di rabbia e depressione, strettamente relazionati proprio con i disturbi cardiovascolari citati. Chiosa bene la dottoressa Jakubowski a commento della sua ricerca:

Questi risultati suggeriscono l'importanza di sostenere le donne verso una maggiore espressione di sé e dei loro sentimenti e bisogni nelle loro relazioni intime, importanti per la loro salute cardiovascolare nella mezza età

Karen Jakubowski

Niente da aggiungere.

Foto | iStock

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