Microbioma neonatale, mappati i batteri del parto

Il baby bioma study è il più grande studio genetico sui batteri neonatali e ha messo in luce differenze importanti tra i nati con parto naturale e quelli nati con cesareo.

Neonato

Nascere con parto naturale, dunque attraversare il canale vaginale, o con taglio cesareo è molto diverso, non solo per la mamma ma anche per il bambino. La prima cosa a cambiare è il baby bioma, ovvero quella popolazione di batteri che abita nell'intestino nel bambino nel primo anno di vita.

Lo ha confermato uno studio condotto scienziati inglesi del Wellcome Sanger Institute, University College London, dell'università di Birmingham e da collaboratori. Si tratta della ricerca più grande sul tema microbioma neonatale.

L'analisi, condotta su 1.679 campioni di batteri intestinali di quasi 600 bebè sani e 175 mamme, indica che i germi dei bambini venuti alla luce per via vaginale provengono per la maggior parte dall'intestino materno, mentre i 'figli del bisturi' presentano più batteri di origine ospedaliera.

Qual è l’impatto sui bambini? Gli esperti non lo sanno ancora. Quello che è noto è che le differenze riscontrate alla nascita avranno ripercussioni sulla salute futura, ma per questo ci vogliono ulteriori studi e analisi. Bisogna tenere comunque in considerazione che:

Le diversità rilevate vengono largamente compensate nel primo anno di vita e questi risultati non dovrebbero dissuadere le donne dal parto cesareo nel caso in cui si rendesse necessario o preferibile.

Hanno commentato gli esperti del Royal College of Obstetricians and Gynecologists. Peter Brocklehurst dell'università di Birmingham, autore principale del lavoro, ha aggiunto:

"Le prime settimane di vita sono una finestra critica per lo sviluppo del sistema immunitario del bambino, ma ne sappiamo ben poco. Dobbiamo con urgenza dare seguito a questa ricerca, monitorando i bambini esaminati durante il loro percorso di crescita per verificare se le prime differenze riscontrate nel microbioma portano a problemi di salute. Ulteriori studi ci aiuteranno inoltre a comprendere il ruolo dei batteri intestinali nella prima infanzia e potrebbero contribuire allo sviluppo di terapie per un microbioma più sano".

Via | Adnkronos

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