Banca delle staminali in Svizzera fallisce: 15mila famiglie italiane conservavano qui il cordone ombelicale dei figli

Una banca delle staminali in Svizzera ha fallito. 15mila famiglie italiane chiedono dove sono finiti i cordoni ombelicali che avevano affidato loro.

staminali

Banca delle staminali fallisce in Svizzera. E almeno 15mila famiglie italiane si chiedono che fine ha fatto il cordone ombelicale dei propri figli che avevano deciso di affidare alla struttura, per la sua crioconservazione. Ogni sacca di sangue del cordone ombelicale conservata al momento della nascita sarebbe dovuta rimanere al sicuro nella banca per i prossimi 20 anni. Ma oggi, dopo il fallimento, i genitori che si erano affidati a questa struttura non sanno più niente.

Si tratta di uno dei più importanti istituti svizzeri: ma da quando dal mese di agosto la Cryo Save di Ginevra è fallita, si sono perse le tracce delle sacche di sangue. Dov'erano conservate fino al giorno prima non ci sono più. E nessuno sa che fine abbiano fatto. E pensare che i genitori si erano affidati a questa banca elvetica per conservare le preziose cellule contenute nel cordone ombelicale per poter avere una possibilità, in futuro, per curare malattie del midollo osseo e tumori del sistema immunitario che avrebbero potuto colpire i loro figli.

Una perdita davvero inimmaginabile. E poco conta se le famiglie verranno risarcite, perché quello che hanno perso vale molto di più. A oggi le cellule del cordone ombelicale consentono, rispetto al passato, usi e applicazioni molto più ampi. E le prospettive per il futuro accrescono il valore di un bene prezioso da conservare e proteggere. E ci si domanda anche sull'affidabilità delle strutture che conservano le cellule staminali.

Se queste 15.000 sacche di sangue del cordone ombelicale non si dovessero più trovare ci troveremmo di fronte ad una perdita gravissima dovuta alla forte valorizzazione che ha raggiunto questo materiale biologico negli ultimi anni grazie a nuove applicazioni cliniche che sono state dimostrate e che in passato non erano nemmeno immaginabili.

Afferma Giuseppe Mucci, CEO di Bioscience Institute, società sammarinese che si occupa di conservazione del sangue del cordone ombelicale, commentando il fallimento della società, a suo avviso molto prevedibile.

Chiede chiarezza al più presto anche il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli:

Dalle segnalazioni che stiamo ricevendo le coppie che hanno contattato la CryoSave o non ricevono alcuna risposta o si sentono dire di inviare una email con la richiesta di chiarimenti. Non si riesce a sapere che fine hanno fatto i cordoni ombelicali. C'è troppa confusione, migliaia di persone vogliono giustamente sapere dove si trova il cordone ombelicale che è stato donato, pagando anche somme importanti, in alcuni casi oltre 2 mila euro. Seguiremo l'azione legale intrapresa dalle autorità sanitarie elvetiche, che hanno denunciato la CryoSave, ed auspichiamo un intervento delle istituzioni affinché sia fatta chiarezza su una vicenda che presenta troppi lati oscuri.

  • shares
  • Mail