Qual è il cibo del futuro?

Bacche, insetti o alghe? Quali saranno i cibi del futuro?

Mangiare insetti

Si parla spesso di cibo del futuro: come potrà l'umanità sopravvivere se le risorse alimentari e ambientali sono in costante calo? Ecco che allora ogni tanto spunta fuori questo o quel cibo che promette di essere la rivelazione per il domani: a volte si tratta semplicemente di cibi non sufficientemente sfruttati fino ad ora, altre volte si tratta di alimenti che in alcune parti del mondo vengono consumati regolarmente, ma che, per motivi culturali, altrove non vengono mangiati. Molte volte, poi, questi cibi vengono presentati come super food, cioè cibi miracolosi, pieni zeppi di nutrienti e sostanze benefiche, capaci di guarire ogni genere di malattia, dall'acne all'alluce valgo (il tono è volutamente ironico).

Ecco dunque cinque possibili cibi del futuro:

  1. insetti: in prima posizione troviamo gli insetti. Ultimamente si parla molto di mangiare gli insetti: è facile allevarli, non creano sottoprodotti dannosi per l'ambiente, sono altamente nutritivi... quindi perché non mangiarli? Consideriamo che in molti paesi dell'Africa, Asia e America fanno parte dell'alimentazione quotidiana. Diciamo che è da poco che qui in Europa si sta cominciando a parlare di insetti da integrare nell'alimentazione, l'UE ha tutta una serie di norme da rispettare prima di permettere a qualcuno di poter commercializzare un nuovo cibo. E poi c'è il fatto culturale da sorpassare: chi li ha mangiati sostengono che alcuni sappiano di noci, altri di gamberi, ma il problema è che a nessuno di noi va di mangiare un grullo, per quanto nutriente sia. Perché, in effetti, come proteine ad alto valore biologico siamo a livelli di carne e pesce. Inoltre sono ricchi di vitamine e minerali
  2. alghe: anche le alghe promettono di essere uno dei cibi del futuro. Solitamente le mangiamo al ristorante giapponese, tuttavia visto quanto sono facili da coltivare e le loro proprietà nutrizionali, in futuro potrebbero comparire più spesso nelle nostre tavole. A seconda del tipo di alga, avremo quella più ricca di vitamina C o che aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo. Inoltre consideriamo che, a causa del riscaldamento globale, lungo le coste si sviluppano sempre più alghe. Sono ricche di vitamine e minerali e hanno poche calorie, ma anche qui il problema rimane il gusto: non a tutti piacciono e non hanno un sapore tale da riuscire a farsi apprezzare col tempo
  3. semi: ogni tanto salta fuori qualche nome di seme nuovo come super food. Ultimamente vanno molto di modo i semi di chia, particolarmente ricchi di calcio e acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6. Difficile però pensare che in futuro ci nutriremo solo di semi: l'uomo, in fin dei conti, è onnivoro, non granivoro
  4. meduse: oltre che pungere i turisti quando vanno al mare, le meduse si potrebbero anche mangiare. Sono facili da allevare e sono ricche di principi nutritivi. Inoltre grazie al cambiamento climatico, ce ne sono sempre di più. Nei paesi asiatici vengono regolarmente mangiate, qui da noi diciamo che sono considerate qualcosa di esotico che i più coraggiosi assaggiano, ma da non usare in tavola tutti i giorni. Come sapore siamo in linea con i frutti di mare, ma bisogna superare lo shock culturale che ci impedisce di mangiarle. Sono però ricche di proteine, omega 3 e omega 6 e hanno poche calorie
  5. cactus: perché non farci un'insalata di cactus? Se al ristorante cinese mangiamo il bambù, anche il cactus deve avere la sua opportunità. I cactus crescono bene negli ambienti aridi, richiedono poca acqua, sono ricchi di fibre, aminoacidi, acqua e vitamine idrosolubili. Inoltre può essere usato anche come cibo per gli animali (occhio che non tutti i cactus sono commestibili)

Foto | iStock

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