Diabete, 1 italiano su 60 non sa di essere malato

1 italiano su 60 non sa di essere malato di diabete. 3 su 10 soffrono già di complicanze dovute alla malattia.

Diabete

In Italia 1 persona su 60 non sa di avere il diabete. E 3 su 10 soffrono già delle complicanze che questa malattia porta con se. È quello che è emerso dal Meeting Salute di Rimini, che si è tenuto venerdì 23 agosto per parlare di diabete. Nel 1985 i diabetici italiani erano un milione e mezzo. Oggi sono 5 milioni. Un dato in costante crescita, che indica come oggi la diagnosi sia migliore rispetto al passato, ma anche quanti casi in più abbiamo. Senza contare il milione di persone che non sa di essere diabetico.

Walter Marrocco, Responsabile Scientifico della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, relatore al Meeting, spiega:

I numeri dello studio devono contribuire a estendere il “sospetto” che proprio 1 paziente su 60 che si rivolge a noi è una sicura diagnosi precoce di diabete. Abbiamo strumenti e strutture in grado di poter intervenire in tempo più che utile e accompagnare il paziente fin da subito nel difficile e lungo percorso che il diabete comporta; indubbiamente è tuttavia auspicabile un maggior riconoscimento e continuo sostegno da parte delle Istituzioni.

Riccardo FORNENGO dell'ASL TO4 Chivasso Piemonte, Consigliere Nazionale dell'Associazione Medici Diabetologi, aggiunge poi che la vera sfida è responsabilizzare i pazienti alla gestione quotidiana del diabete. Perché una volta ottenuta la diagnosi, bisogna prendersi cura della malattia ogni giorno, per condurre una vita che sia il più normale possibile. Spesso il diabete non ha sintomi e se non curato in tempo può causare molti danni.

Danni che vengono provocati anche dalle bufale più diffuse che riguardano il diabete. Per fortuna dal lato del trattamento oggi esistono innovazioni farmacologiche e tecnologiche utili a migliorare la qualità della vita dei pazienti:

Le tecnologie possono accompagnare il cambiamento rendendo la gestione del diabete meno “pesante” oltre a offrire un miglioramento clinico. ll livello di precisione dei device a disposizione ha segnato un cambiamento epocale nella gestione del diabete. Spiego sempre che ora possiamo addirittura “indossare” i dispositivi viste le dimensioni molto ridotte, la mancanza di fili, tubi e cateteri, evitando le punture quotidiane alle dita e le iniezioni ripetute. Ritengo corretto che il paziente debba essere informato e aggiornato e ringrazio di poterlo fare anche in questa importante occasione. Anche in campo scientifico sta crescendo l'interesse e la necessità di dimostrare il livello di efficacia di questi dispositivi e dei cambiamenti che comportano in termini di qualità di vita. In uno dei più recenti registri su quasi 2 mila pazienti adulti e pediatrici in terapia, l'uso di due nuove tecnologie semplici da usare ma di alto profilo tecnologico ha dimostrato un controllo glicemico superiore rispetto a quello osservato nel registro nazionale americano.

Foto Pixabay

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