Età paterna avanzata, quando l'orologio biologico ticchetta anche all'uomo

Età paterna avanzata, lo sapete che l'orologio biologico che ticchetta per dirci che non abbiamo più tempo lo fa per donne e uomini?

Età paterna avanzata

Quando parliamo di fertilità, siamo soliti credere che l'età paterna avanzata non sia così influente. Che solo l'età della mamma sia fondamentale per poter sperare di avere un bambino. E invece sappiate che l'orologio biologico non ticchetta solo per le donne. Anche per gli uomini vale più o meno la stessa regola. La fertilità maschile non è uguale a ogni età.

L'età della madre ha la sua responsabilità, ma anche quella del padre. Gli esperti sottolineano che già a 35-40 gli spermatozoi sono diversi in quantità, qualità e mobilità rispetto a età più giovani. Di solito non viene considerato questo aspetto, ma il professor Salvatore Sansalone, specialista in Andrologia e Ricercatore all'Università di Tor Vergata, ci tiene a sottolinearlo:

Già dai 35 anni e comunque a 45, si parla di APA, acronimo di Advanced Paternal Age, età paterna avanzata. E' necessario fare maggiore attenzione all’età in cui decidono di mettere su famiglia, spiegando che è vero che possono concepire sino a tarda età ma non senza rischi per il nascituro.

Chi si è rivolto a tecniche di riproduzione assistita lo sa bene. La possibilità di portare a termine la fecondazione con una gravidanza sono maggiore se l'uomo ha meno di 41 anni. Ogni anno in più corrisponde a una diminuzione del 2.6% della concentrazione del liquido seminale, dello 0.3% del numero di spermatozoi mobili, dello 0.7% della morfologia degli stessi.

Ma non solo. L'età del padre può influire anche sulla salute del bambino. Gli uomini con più di 45 anni hanno il 14% di probabilità in più di veder nascere prematuramente il proprio bambino. Mentre i padri con più di 50 anni hanno il 28% di probabilità in più di avere un bambino che alla nascita ha bisogno di terapia intensiva neonatale.

Foto Pixabay

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