Oggi è la Giornata mondiale della Fibromialgia 2019

Il 12 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Fibromialgia, una malattia subdola che colpisce soprattutto le donne.

Fibromialgia

Il 12 maggio è la Giornata Mondiale della Fibromialgia 2019. In Italia sono 2 milioni le persone che soffrono di questa patologia subdola. E le donne sono le più colpite. L'AISF Onlus, Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica, dopo aver fatto 180 chilometri nel Cammino lungo la Magna Via Francigena, scende in piazza il 12 maggio per parlare di fibromialgia, nel giorno internazionale dedicato.

In piazza ci saranno volontari e pazienti con banchetti informativi dove acquistare le campanule, fiore simbolo dell'associazione. Il ricavato sarà devoluto ai progetti dell'associazione. Ci saranno anche convegni medico-scientifici, incontri aperti al pubblico per sensibilizzare le persone e molto altro ancora.

AISF Onluns è da sempre in prima linea per il riconoscimento della malattia, che si può presentare in diverse modalità, alcune anche molto gravi. I progetti sono volti a proteggere i pazienti che devono confrontarsi con una patologia dai sintomi subdoli, che può anche causare invalidità, oltre che avere un forte impatto sociale nella vita dei malati e delle loro famiglie.

Terapie per la fibromialgia: la Cannabis terapeutica

Il professor Piercarlo Sarzi Puttini, direttore Unità Operativa Complessa dell’Ospedale Sacco di Milano e presidente di AISF ONLUS, spiega i progressi fatti nella ricerca di una cura per i sintomi della malattia:

Uno degli approcci terapeutici più interessanti emersi in questi ultimi anni per quanto riguarda la cura della sindrome fibromialgica è l’utilizzo della cannabis terapeutica per due motivi: in primo luogo perché le terapie farmacologiche che abbiamo finora avuto a disposizione non sono sufficienti per controllare il corteo dei sintomi presenti in questa sindrome; in secondo luogo perché è un fitofarmaco ben tollerato e che sta dando risultati significativi negli studi preliminari e non sembra avere gli stessi effetti di dipendenza osservabili con gli oppioidi. La Cannabis terapeutica è un farmaco interessante perché agisce su specifici recettori del nostro cervello agendo sia con un’azione analgesica e sia con un’azione antinfiammatoria; questi meccanismi possono essere usati a scopo farmacologico.

Non mancano però alcune difficoltà, come la scelta della modalità di somministrazione e di titolare la quantità di principi attivi all'interno. Il giudizio dei pazienti è favorevole, ma mancano studi sull'efficacia clinica.

Foto iStock

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